Una missione spaziale per provare a deviare il percorso di un asteroide, nel tentativo di impedire un possibile impatto con la Terra nei prossimi 100 anni. Non è la trama del nuovo Armageddon ma il compito di Dart (Double Asteroid Redirection Test), la sonda spaziale creata da Nasa ed Esa, le agenzie spaziali di Stati Uniti ed Europa, che andrà a scontrarsi con l’asteroide Didymos, un corpo celeste di 160 metri di diametro sulla cui orbita c’è proprio il nostro pianeta.

Come racconta una nota ufficiale della Queen’s University di Belfast, l’obiettivo della missione – che partirà entro la fine del 2021 – non è l’asteroide più grande del gruppo ma la sua luna più piccola, Dimophors. Colpendo quella, dicono gli scienziati, saranno evidenti gli effetti della deviazione. Alan Fitzsimmons, astronomo, membro del team di Dart, ha precisato che “Dimorphos è simile agli asteroidi che hanno maggiori probabilità di destare preoccupazione, e deviare il suo percorso mostrerà che è possibile spostare un piccolo corpo che potrebbe colpirci negli anni a venire”. Dart, si scontrerà con l’asteroide indicativamente entro settembre 2022, e solo due anni dopo partirà il monitoraggio per provare a capire l’esito della missione. Scoprire esattamente cosa succederà a Dimorphos è compito della seconda navicella spaziale, la Hera dell’Agenzia spaziale europea. Questa partirà nel 2024 e arriverà su Dimorphos nel 2026 rimanendovi per circa un anno.

A documentare ogni fase dell’avvicinamento, tramite fotografie, filmati e rilevazioni, ci sarà LiciaCube (Light italian cubest for imaging of asteroids), un nanosatellite grande quanto una scatola di scarpe, progettato e realizzato a Torino, dall’Azienda AgroTec. Il satellite pesa poco meno di 14 chili e verrà trasportato proprio assieme a Dart. Qualche giorno prima dell’impatto, poi, si straccherà e lo riprenderà, documentandone gli effetti, raccogliendo i detriti e calcolando le dimensioni del cratere che questo genererà.

Foto di archivio

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