Vedo un pericolo per la tenuta democratica del nostro Paese. Qualcuno dice che le mie parole sono forti e che potrebbero giustificare eventuali azioni. Ma io sono preoccupato sul serio e non so dove vivano gli altri. Una situazione come questa, nel mondo del lavoro, io non l’ho mai vista”. È l’allarme lanciato a “Omnibus” (La7) dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che aggiunge: “Io non ho mai visto questa competizione tra persone che hanno bisogno di lavorare. E questo mi preoccupa davvero, perché uno per vivere non deve competere con un altro uguale a te perché ha bisogno di lavorare, ma deve collaborare. E questo è possibile solo se i tuoi diritti sono riconosciuti. Vedo che la gente ha paura, si sente sola, non si vede protetta. E questo mina la tenuta democratica di un Paese”.

Landini cita a esempio la morte di Adil Belakhdim, il coordinatore interregionale del sindacato Si Cobas, morto investito da un camion che ha forzato un blocco degli autonomi davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate: “Il fatto che un altro lavoratore abbia pensato di non fermarsi col suo camion è una cosa che non ho mai visto. E dovrebbe farci riflettere: dove stiamo andando? Cosa sta succedendo nella testa delle persone? Di questo bisogna occuparsi: sia di chi vuole difendere il suo lavoro, sia di chi ha paura che, se arriva tardi, perde il suo lavoro. Io vedo questa preoccupazione dei lavoratori e vedo il rischio di una rottura. Per questo motivo, dico: ripartiamo dal lavoro e fermiamoci, diamo il senso a tutto – continua – Se c’è una cosa importante di questa pandemia, è proprio il fatto che un anno e mezzo fa si sono tutti resi conto che la salute venisse prima di qualsiasi altra cosa. Abbiamo fatto in Italia cose che in Europa non ha fatto nessun altro, dai protocolli sulla sicurezza al blocco dei licenziamenti. Il messaggio che si è mandato al Paese è stato: siamo tutti uniti. Ma c’è una cosa che viene prima del profitto e dell’economia: è la salute. Adesso che c’è la ripresa, tutto questo ce lo scordiamo? Torniamo ai danni che c’erano prima della pandemia? Sarebbe assolutamente sbagliato”.

Il sindacalista rimarca il fatto che col governo Draghi l’interlocuzione è stata insufficiente e si pronuncia sulla mancata proroga del blocco dei licenziamenti: “È sbagliato che dal primo luglio sia possibile in tutti i settori industriali riaprire alla possibilità di licenziare. Insieme a Cisl e Uil, chiediamo che si proroghi al 31 ottobre, visto che per tutti gli altri settori funziona così, in modo che da qui ad ottobre possiamo finalmente dar vita a una riforma degli ammortizzatori sociali che permetta un’uscita graduale dal blocco”.

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