Roma, 9 gen. (Adnkronos Salute) - Sta suscitando crescente preoccupazione nella comunità scientifica internazionale la recente revisione delle raccomandazioni sul calendario vaccinale infantile negli Stati Uniti, ampiamente ripresa anche dai media italiani. In base alle nuove indicazioni, alcune vaccinazioni non sono più raccomandate di routine per tutti i bambini, ma vengono proposte solo in modo selettivo o attraverso una decisione condivisa tra medico e famiglia.
In questo nuovo scenario, vaccini come quelli contro influenza, epatite A e B, rotavirus, meningococco e Covid-19 non rientrano più tra le raccomandazioni universali, pur restando disponibili. Restano invece pienamente raccomandate per tutta la popolazione pediatrica le vaccinazioni contro morbillo, parotite e rosolia, poliomielite, varicella, Hpv e altre malattie prevenibili. Le modifiche fanno parte di una più ampia revisione delle politiche sanitarie statunitensi in tema di vaccinazioni pediatriche, avviata dall’attuale leadership del Dipartimento della Salute, guidata dal Segretario Robert F. Kennedy.
Di fronte a questi sviluppi, la Società italiana di pediatria (Sip) e tutte le società scientifiche pediatriche affiliate (Aieop, Reumaped, Siaip, Sicupp, Siedp, Sigenp, Simeup, Simgeped, Simp, Sin, Sinepe, Sinp, Sinupe, Sipo, Sipps, Sirp, Sitip) condividono le forti preoccupazioni già espresse dalla comunità scientifica internazionale. Secondo i pediatri italiani - riporta una nota - "una riduzione delle raccomandazioni vaccinali, non supportata da nuove e solide evidenze scientifiche, rischia di determinare a un calo delle coperture e aumentare la circolazione di malattie prevenibili e alimentare un clima di sfiducia nei confronti dei vaccini", generando "confusione tra le famiglie anche al di fuori del contesto in cui tali decisioni sono state adottate. Basti pensare che tra le vaccinazioni oggetto di revisione rientra anche quella contro il meningococco, responsabile di meningite e di forme invasive, entrambe a rapida evoluzione e potenzialmente fatali".
Le società scientifiche pediatriche ricordano che le "vaccinazioni sono uno degli strumenti più efficaci di prevenzione in età pediatrica. Grazie ai programmi vaccinali, negli ultimi decenni, è stato possibile ridurre in modo significativo la mortalità e le gravi complicanze di molte malattie infettive. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità - ricordano gli esperti nella nota - negli ultimi cinquant’anni i vaccini hanno salvato circa 154 milioni di vite e contribuito a una riduzione di circa il 40% della mortalità infantile a livello globale. Nello stesso periodo, in media, ogni minuto sei persone sono state salvate grazie a un vaccino".
I pediatri italiani ribadiscono quindi l’importanza di "mantenere elevate le coperture vaccinali" e di basare le raccomandazioni "su prove scientifiche solide e condivise". Ai genitori viene raccomandato di "affidarsi con fiducia al proprio pediatra per ricevere informazioni corrette e aggiornate. La cultura vaccinale fondata sulla scienza, sulla responsabilità collettiva e sulla fiducia nelle istituzioni sanitarie resta un elemento essenziale per proteggere la salute dei bambini e dell’intera comunità".