Svolta ecologista? Provo a vedere cosa succederà nel nostro Paese dalla Germania, poiché sono stato messo sotto pressione direttamente da almeno tre ravvicinati eventi. Infatti, nel giro di una decina di giorni, uno dopo l’altro (casualmente?), sono stato coinvolto in tre interessanti “episodi” che testimoniano l’interesse che il mondo tedesco prova per la strategia Rifiuti Zero e per la mia personale storia che si intreccia alla narrazione del mio Comune di Capannori, primo comune europeo ad abbracciare con successo l’obiettivo di Rifiuti Zero.

Per primo mi è stato richiesto di partecipare come relatore all’annuale conferenza politica sull’Europa da parte della Fondazione Heinrich-Böll-Stiftung, dedicata al “Green Deal Locally”, dove mi è stato chiesto di spiegare come sia stato possibile il successo di Rifiuti Zero non solo a Capannori ma in molti comuni italiani (al momento le municipalità Rz che hanno seguito l’esempio di Capannori sono 320, rappresentando oltre 7 milioni di italiani); pochi giorni dopo il Goethe Institut mi intervista – insieme a Marie Delaperrière di Kiel, prima città tedesca a seguire la via Rz – per confrontare le diverse realtà che seguono dall’Italia e dalla Germania lo stesso obiettivo.

Infine, nell’ultimo numero della rivista tedesca Stern, con un milione di lettori, è uscito un lungo servizio correlato di numerose foto sulla storia di Capannori, dei suoi centri di riparazione e riuso e del sottoscritto. Potrebbe essere un caso questo “allineamento di eventi”? Certo che sì, ma esso esprime intanto la grande attenzione dei media e delle istituzioni tedesche alla strategia Rifiuti Zero, mentre nel nostro Paese assistiamo a media “beghini” più interessati alle liti da pollaio sulla durata del coprifuoco che a indagare su possibili nuovi trend che in Italia guideranno la ricostruzione!

E poi, forse, non voglio essere assertivo, ma ipotizzarlo è d’obbligo, in Germania ci si prepara alla vittoria dei Verdi che tutti i sondaggi (questo mi è stato riferito durante i contatti per mettere a punto gli eventi di cui sopra) danno come primo partito. Se questo dovesse avvenire sarebbe davvero l’inizio della Rivoluzione Ecologica anche dal punto di vista politico, con uno shock sugli altri governi continentali senza precedenti.

Ma dimenticavo che siamo in Italia (nel pollaio?) dove giornalisti ben pagati che, proprio perché sanno che cosa “bolle nella pentola tedesca”, hanno gli stipendi aumentati proprio se parlano d’altro e se invece di indagare si limitano a fare solo rumore. In questo scenario possibile in cui assisteremmo alla caduta di draghi e delle poche stelle rimaste e all’apertura di scenari politici di vera radicale svolta ecologista non possiamo non accelerare i tempi per ricostruire intorno alla stessa strategia Rifiuti Zero un nuovo ecologismo politico (quello dei Verdi italiani è ormai un universo morto proprio per la vocazione di fare da cespuglio).

Occorre osare. Voglio dare anche un mio contributo: il 26 giugno tutti a Lucca per riconnettere i fili di questa nuova stagione politica. Chi è interessato intanto si faccia un nodo al fazzoletto. Verde, ovviamente!

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