Di fronte alla buona notizia della discesa della curva di contagio del Covid-19, da verificare nel prossimo futuro, i giornali odierni enumerano una serie di sciagure.

Quella più grave riguarda la guerra israelo-palestinese, nella quale la prepotenza ebraica, sostenuta da un potenziale militare di prim’ordine, trova un elemento giustificativo nel fatto che la Striscia di Gaza è governata dal gruppo fondamentalista di Hamas.

Vani sono stati i tentativi di Cina e Usa nei confronti di Netanyahu, il quale, soprattutto a fini elettorali, ha fermamente risposto di non voler recedere da questo attacco vile nei confronti di una popolazione povera e stremata dalla mancanza degli elementi necessari per vivere.

Certamente la comunità internazionale, in questa terribile situazione, nella quale moltissime vittime sono bambini, non può voltare la faccia dall’altro lato e deve intervenire in tutti i modi pacifici possibili, per la tutela dei diritti umani dei palestinesi, che sono finiti per trovarsi tra l’incudine e il martello.

In Italia ha fatto scalpore la decisione della Corte dei Conti di non registrare, a causa di illegittimità non ancora note, il contratto, relativo alla fornitura di vaccini, firmato tra l’italiana casa farmaceutica Reithera e il Ministero dello Sviluppo economico.

Vedremo di che si tratta non appena saranno pubblicate le motivazioni di questa decisione. Ricordo intanto che se il governo ritiene di aver agito legittimamente e che le obiezioni opposte dalla Corte dei conti possono essere superate, esso può imporre la registrazione con riserva e andare avanti in questo importante processo produttivo dei vaccini.

Su altro fronte, relativo all’affitto dell’acciaieria Ilva alla società franco-indiana Arcelormittal, è da registrare, da un lato l’incapacità dei nostri commissari, e dall’altro l’aggressiva manipolazione della S.p.A. franco-indiana, che ha utilizzato i primi 400 milioni, forniti dal governo italiano, non per rilanciare l’impresa, ma per pagare i debiti della propria pessima gestione.

Insomma 400 milioni di euro del popolo italiano sono stati bruciati per pagare debiti stranieri, è un assurdo che pone in evidenza l’inettitudine dimostrata in questa vicenda dal governo italiano e dai suoi commissari.

A proposito delle incapacità della nostra amministrazione è da ricordare ancora che i manager di Autostrade, prima che questa sia posta in vendita sul mercato, sono stati capaci di aumentarsi i loro stipendi, mentre la rappresentante di Arcelor Mittal, l’italiana Lucia Morselli, ha tentato, contro i nostri interessi, di far approvare il bilancio relativo allo scorso anno, di competenza del vecchio consiglio di amministrazione, da parte del nuovo, nel quale figura la nostra Invitalia.

Sembra che ci troviamo di fronte a una serie di reali tradimenti dei nostri interessi nazionali. Ed è da aggiungere che nel frattempo Autostrade continua a disinteressarsi della manutenzione delle strade a lei affidate, come dimostrato dal fatto che un ennesimo viadotto, questa volta in Liguria, è stato chiuso al traffico dei mezzi pesanti, per la eventualità di crolli.

Quello che è molto triste registrare è che nell’amministrazione italiana si è radicato il virus più terribile che si possa immaginare: quello della corruzione, che inficia qualsiasi tentativo riguardante la nostra ripresa economica, politica e sociale.

Questa volta non mi resta che rammentare, malinconicamente, il più volte citato articolo 54 della Costituzione, secondo il quale: “I cittadini cui sono affidati pubbliche funzioni devono agire con disciplina ed onore“.

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