La notizia della morte di Nick Kamen ha aperto la porta del passato buttando fuori, da quello sgabuzzino in cui è rinchiusa la nostra adolescenza anni Ottanta, ricordi sopiti e sicuramente differenti da quelli degli adolescenti di qualsiasi altro decennio.

Gli anni Ottanta possono essere perfettamente sintetizzati e rappresentati dalla parola “estetica“: immagini patinate, edonismo reaganiano, diffuso benessere e aspettative per il futuro. Allora come adesso si sognava di diventare presto grandi e si idolatravano figure di pop star sia maschili che femminili, con la differenza che si doveva attendere con pazienza una settimana o un mese per leggere qualche notizia, per trovare un poster o per scovare le ultime novità sulle riviste di musica da cui ritagliare foto da attaccare sui diari.

I personaggi famosi erano inavvicinabili e inarrivabili; riuscivi a sapere di loro solo quello che di sé concedevano tramite interviste rilasciate ai mezzi di comunicazione, a parte qualche indiscrezione sempre e comunque affidata ai giornali o alla tv, in innovative trasmissioni come la celeberrima DeeJay Television e, precedentemente, Mister Fantasy. Non esistevano social, selfie e like, dunque la promozione non era affidata a loro in prima persona e le dichiarazioni erano sempre filtrate dai mezzi di comunicazione ufficiali, cosa che li rendeva particolarmente carismatici e misteriosi.

Sarebbe risultato poco affascinante e per nulla adatto alla loro fortunata posizione se si fossero fatti pubblicità da soli, se avessero reso note le località delle loro vacanze o se avessero svelato come impiegavano il loro tempo libero, come invece avviene oggi anche per stelle di calibro mondiale. Anche allora erano icone di stile, infatti finivano su riviste di moda come ad esempio 100 Cose, il mio mensile preferito, dove trovavo le idee per il mio vestire stravagante, eccessivamente tale per essere una ragazzina di un paese della provincia del profondo sud. I calzini spaiati dai colori fluorescenti e acidi, gli orecchini vistosi possibilmente a croce con gli strass, la giacca da smoking con i revers, oltre agli immancabili jeans strappati, tutto questo al liceo classico, mentre la maggior parte dei miei coetanei seguiva un genere più simil paninaro.

In questo panorama si inseriscono Ivor Neville Kamen, giovanissimo modello britannico la cui bellezza era sotto gli occhi di tutti, innegabile e inattaccabile, e lei, la signora Madonna, che come un re Mida trasformava in oro ogni sua canzone, e che ci vide lungo riguardo al talento di quel ragazzo che l’anno precedente, il 1985, nello spot dei jeans Levi’s, rimaneva in boxer ad attendere che fossero pronti i suoi pantaloni in una lavanderia a gettone, tra gli sguardi attoniti e ammirati dei presenti. Fu lei che, avvalendosi di Stephen Bray, lanciò la carriera musicale di Nick Kamen, con il celeberrimo gioiellino pop “Each time you break my heart” del 1986.

I videoclip di quegli anni erano elaboratissimi, lunghissimi e dai costi pari a quelli di un kolossal, ma a dominare la scena nei suoi era soprattutto e semplicemente lui: capelli tirati indietro dal gel, in una versione attualizzata di Elvis Presley, fisico da modello, viso dolce, occhioni chiari da cerbiatto, labbra carnose e un neo sbarazzino sulla guancia. Anche noi ragazzine così avevamo un super bello su cui sognare e fantasticare, alla pari di quanto succedeva ai nostri coetanei maschietti. Come dimenticare, infatti, lolite come Mandy Smith e la più celebre Patsy Kensit, biondine tutto pepe, oppure le procaci Samantha Fox e la nostrana Sabrina Salerno dalle forme mozzafiato.

Nick Kamen incarnava la bellezza sensuale ma anche angelica e dolce, o almeno così si poteva immaginarlo. Ci ha tenuto compagnia per qualche anno e alcuni album che gli hanno portato un successo strepitoso soprattutto qui da noi in Italia. Qualche pettegolezzo sui suoi flirt e relazioni vere o presunte con modelle e attrici, poi più nulla. Così è stato fino a ieri, quando è arrivata la notizia della sua morte in seguito a una malattia che lo aveva colpito nel 2018 e che, nonostante il suo riserbo e ritiro dalle scene pubbliche, era comunque trapelata tramite canali non ufficiali ma bene informati. In questi anni si era dedicato alla pittura e alle produzioni audio e video indipendenti.

E così non ci restano che le dichiarazioni di amici come Boy George o Madonna o il fotografo di moda Johnny Rozsa, che sul suo profilo Instagram ha pubblicato un paio di scatti dell’amico scomparso dedicandogli parole di affetto e dispiacere in nome della loro lunga amicizia.

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