Venerdì 11 giugno, all’Olimpico, in Mondovisione, si disputerà Italia-Turchia, la partita inaugurale dell’Euro 2021 di calcio: dopo l’improvvida (diplomaticamente) esternazione del nostro premier Mario Draghi che definì “dittatore” il presidente turco Erdogan, potrebbe rivelarsi molto più di un semplice incontro di football, per assumere i contorni di una sfida non solo sportiva ma culturale e soprattutto politica.

Perché allora non affrontare il toro per le corna, approfittando dell’evento e della diretta televisiva in Mondovisione? Con un gesto simbolico di fortissimo impatto: affidare la direzione ad un’arbitra, assistita da una terna tutta femminile. La francese Stephanie Frappart, per esempio, ha diretto magistralmente il 14 agosto 2019 una finale di Supercoppa europea maschile tra Liverpool e Chelsea proprio a Istanbul, un precedente che sembra quasi costruito apposta, guarda il gioco incrociato dei destini… In Italia l’abbiamo ammirata quando ha arbitrato la partita di Champions League fra la Juventus e la Dinamo Kiev, insomma, sa il fatto suo: tanto che è stata nominata miglior arbitro del 2019 (Globe Soccer Awards).

Vederla col fischietto all’Olimpico, oltre che un gesto sportivamente significativo, sarebbe un gran bel segnale diretto a chi si ostina a negare e limitare i diritti delle donne, un atteggiamento clamorosamente apparso evidente nell’ormai celebre gaffe del sofà, quando la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è rimasta senza sedia durante il summit con Erdogan e il presidente del Parlamento europeo Michel, per poi vedersi sistemare in un divano senza tener conto delle gerarchie istituzionali.

Le donne hanno un contenzioso aperto con la Turchia, specie dopo il decreto governativo del 20 marzo scorso, quando Erdogan ha ritirato il suo Paese dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, peraltro sottoscritta da Ankara nel 2011. Sempre per gli strani, ma mai banali destini incrociati, la Convenzione venne approvata proprio ad Istanbul ed è per questo che porta il suo nome. Date le mutate circostanze, forse sarebbe più opportuno cambiarle denominazione, giacché alla luce della decisione di Erdogan chiamarla Convenzione di Istanbul appare paradossale, se non improprio.

O forse no: se venisse intesa come provocazione (positiva), e speranza. Dunque, Italia-Turchia diretta dalla Frappart sarebbe il primo straordinario gol di un torneo in balìa delle restrizioni per il Covid e di uno sport lacerato dalle… Superpolemiche.

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