Il 22 aprile si celebra l’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra. Zero Waste Italy e il movimento politico “Terra-Terra” in modo lucido e appassionato ritengono che non ci sia più tempo per la retorica: o si investono i fondi del Recovery Plan per la conversione ecologica o la politica dovrà render conto di aver accelerato la rotta di collisione con gli equilibri naturali in nome della “peste del linguaggio” (predica bene, razzola male!).

Siamo ad un bivio, non esiste un piano C: o si investe per uscire dalla inciviltà dell’usa e getta e dello spreco (e ciò sarebbe odioso) oppure bisogna finanziare progetti che riconcilino la nostra civiltà con la circolarità dei processi naturali (la natura non produce né sprechi né rifiuti). Se il Governo, senza nostri pregiudizi, sarà capace di invertire la rotta avrà tutto il nostro appoggio, altrimenti si consumerà un solco con la società civile incolmabile di cui non osiamo calcolare le conseguenze, soprattutto considerando le attese delle nuove generazioni.

Sia ben chiaro: se la transizione ecologica non rallenterà sprechi e rifiuti e lo strapotere delle multinazionali dell’industria sporca, sarà difficile immaginare un dialogo con i crescenti settori che chiedono di rinaturalizzare la cultura e l’economia. Generalizzare riparazioni e riuso allungando il ciclo di vita e prodotti, generalizzare le raccolte differenziate porta a porta dismettendo gradualmente discariche ed inceneritori, generalizzare il compostaggio (prezioso per la fertilità dei suoli e per prevenire desertificazione, pesticidi ed effetto serra), favorire davvero la manifattura industriale che ha bisogno come il pane di economia circolare sono gli obiettivi evidenti di chi deve portarci fuori dalla crisi pandemica e da un modello lineare definito dalla Unione Europea insostenibile.

Il movimento politico per la rivoluzione ecologica Terra-Terra e Zero Waste Italy stanno monitorando se il Movimento 5 Stelle e le altre forze politiche di governo lavorano in questa direzione. Se lo faranno fino in fondo bloccando le pretese dell’industria sporca che in modo ossessivo chiede distruzione ambientale (più cemento, più rifiuti, più finanziamenti ed incentivi a progetti basati sulla combustione dei rifiuti) e mano libera nell’intendere in modo truffaldino e fuori dai canoni e dagli orientamenti Ue, noi saremo con questo Governo.

Ma se dovessero “derogare” o ritenere che la sostenibilità possa essere ridotta a dei giochetti di parole per camuffare schifezze ambientali non ci sarebbe alternativa a promuovere un soggetto politico coerentemente ambientalista (e per un’economia circolare) anche a livello elettorale. Per questo Terra-Terra e Zero Waste Italy già da adesso prepareranno una convenzione nazionale di tutti gli ambientalisti italiani (trasversale) per valutare gli esiti e le decisioni finali del Recovery Plan.

Ovviamente anche nel caso di risultati negativi (che non osiamo immaginare) i soggetti di cui sopra in collaborazione con Zero Waste Europe (ed il suo ufficio a Bruxelles) faranno di tutto perché proposte e progetti aggressivi per l’ambiente non vengano finanziati. Il 22 aprile ci mobiliteremo affinché sia davvero il ritorno alla nostra casa comune del Pianeta a guidare le decisioni di Governo e Parlamento.

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