C’è un amore passionale e travolgente alla Bridgerton, il fascino di un’antica dimora nella campagna inglese a far da sfondo, e una giovane ragazza alla ricerca di se stessa, oltre che della verità su quel bisnonno ufficialmente morto in guerra. E un pizzico di magia di disneyana memoria, con le tre fate madrine che battibeccano sui talenti da donare. Leggere Un tè a Chaverton House (Garzanti) fa bene al cuore e alla mente, una fuga dalla realtà che trasmette una voglia irrefrenabile di tornare a vivere dopo questi mesi di restrizioni causa Covid. Non a caso questo libro è nato proprio durante il primo lockdown, nel marzo 2020: a scriverlo non poteva essere che Alessia Gazzola (nel caso remoto il suo nome non vi dicesse nulla…la serie di Rai 1 “L’Allieva” nasce dal suo omonimo bestseller del 2011, ndr). Difficile non immedesimarsi con l’eroina di questa storia, Angelica Bentivegna, a cui le tre fate madrine donarono “la prima il buonumore, la seconda la docilità di temperamento e infine la terza, nell’intento di diversificare, il talento infallibile con i lievitati”. Ha fatto l’errore di desiderare una casa con terrazzino a Milano, cosa che le è costata il fidanzato (rubatole dalla coinquilina scelta per dividere l’affitto) e dopo un rovinoso infortunio nella sua prima esperienza da insegnante, ha deciso di mettere a frutto il suo talento per i lievitati in un panificio, ma anche qui le cose sono andate male. Così si è ritrovata sola, assillata, divisa tra i genitori con l’ansia da prestazione e una vecchia prozia zitella. Proprio quest’ultima fa scattare in lei la miccia che la porta a mollare tutto e partire per l’Inghilterra per scoprire la vera storia del bisnonno. Tra Chaverton House, dimora che sembra appena uscita dal set di Downton Abbey abitata dall’anziano lord Hansbury, il suo fascinoso manager Alessandro, l’enorme biblioteca che custodisce le prime edizioni dei romanzi di Jane Austen e vecchi segreti della Seconda Guerra Mondiale, si innesca un vortice di eventi che porta ad Angelica una nuova consapevolezza (oltre che un nuovo amore). Un romanzo dolce e appassionante, nient’affatto banale, con un pizzico di fantomatico mistero e di inguaribile romanticismo. Voto (con il profumo dei cornetti di Angelica nel naso): 9.

INDIETRO

Lo Scaffale dei Libri, la nostra rubrica settimanale: diamo i voti a Melissa Magnani, Alessia Gazzola, Teresa Ciabatti

AVANTI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Paolo Rossi e la sua autobiografia “Meglio dal vivo che dal morto”: l’attore racconta battute, incontri, grandi plateali flop e una storiella surreale

next
Articolo Successivo

Gorizia capitale della cultura: il progetto dello Studio Ban per piazza Transalpina non potrebbe essere più versatile

next