“Mio marito ha 89 anni, se va a far la spesa e prende il Covid? Sono pazzescamente angosciata. Per non mettere altra ansia a lui, sono uscita un attimo dalla stanza perché non mi senta parlare con lei”. Marcella Magliola quest’anno di anni ne compirà 66. Da settimane aspetta un sms da Regione Lombardia con l’appuntamento per la vaccinazione del marito, ma ancora non ha ricevuto nulla. Nemmeno oggi, nonostante dopo giorni e giorni di disagi per i cittadini over 80, proprio ieri la vicepresidente della Regione e assessora al Welfare Letizia Moratti abbia annunciato il completamento delle convocazioni via sms, con prima dose per tutti entro l’11 aprile: “Sono stati inviati 115mila sms di appuntamento agli over 80 lombardi che ancora devono ricevere la prima dose di vaccino anti Covid”. Ennesimo annuncio a cui non sono seguiti i fatti, con l’unico effetto di aggiungere ulteriori preoccupazioni a chi di preoccupazioni ne ha già molte. Come Marcella, e come altre centinaia di persone che in queste ore raccontano di non aver ricevuto ancora nessun appuntamento.

“Noi abitiamo a Sesto Calende, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore – prosegue Marcella -. Fosse stata quella piemontese, forse mio marito il vaccino lo avrebbe già ricevuto. Mia mamma ha 89 anni e vive in Piemonte: domenica scorsa ha fatto la seconda dose. Qui a Sesto Calende abbiamo due vicini di 82 e 83 che hanno ricevuto una dose. Mio marito invece non ha nemmeno ricevuto l’sms. Non si capiscono i criteri con cui chiamano, non abbiamo nessuna informazione, almeno ci dicessero qualcosa”. Inutile telefonare al call center gratuito, quello costato oltre 11 milioni di euro e appaltato all’esterno da Aria, la società regionale responsabile della piattaforma per gli appuntamenti: “Gli operatori sono gentili, ma non sanno nulla. Nemmeno se gli dai il numero di adesione alla campagna, riescono a dirti qualcosa. Sanno solo tenerci buoni”. E così a Marcella resta solo l’sms ricevuto a fine febbraio che diceva così: “Siamo consapevoli che il tuo appuntamento per la vaccinazione anti-Covid, a causa delle consegne ridotte, sta subendo dei ritardi. Faremo il possibile per assicurarti quanto prima la convocazione, intanto scusaci per l’inconveniente, sappi che la tua salute è la nostra priorità”. Un messaggio, che un mese dopo, suona come una beffa. “Oggi stiamo ancora aspettando, che schifo!”.

La stessa interminabile attesa la racconta Luisella Aranio, 74 anni. Suo marito Domenico, classe 1935 e avvocato milanese in pensione, è un altro degli over 80 lombardi dimenticati: “Abbiamo aderito alla campagna il primo giorno, il 15 febbraio, tramite il medico di famiglia e abbiamo dato il numero del fisso. Per non fare ogni giorno l’appostamento al telefono in attesa della chiamata, abbiamo aderito una seconda volta online il 10 marzo, inserendo il numero di cellulare. Ma non abbiamo mai ricevuto nulla. Siamo sempre in casa, non vediamo nessuno per non rischiare. Questo vaccino sembra diventato una barzelletta, se non fosse una situazione così tragica”. Situazione per altro già vissuta quando era il momento di fare un altro vaccino, quello antinfluenzale: “Anche quello mio marito non è riuscito a farlo attraverso la Regione – dice sconsolata -. È dovuto andare a farlo privatamente all’Istituto auxologico”.

Alle due testimonianze raccolte da ilfattoquotidiano.it, altre se ne aggiungono sui social. Mentre centinaia di email stanno arrivando alla consigliera regionale Elisabetta Strada (lista Lombardi Civici Europeisti), che ieri ha scritto un post su Facebook per raccogliere segnalazioni di over 80 rimasti ancora senza convocazione, nonostante gli annunci della Moratti. “Al momento mi sono arrivate 1.683 email e ne arrivano di continuo”, dice Strada a inizio pomeriggio. Tutti messaggi con tanto di nome, cognome e codice fiscale. C’è per esempio M. R. che racconta: “Mio padre, che ha regolarmente aderito alla campagna vaccinale fin dall’apertura, non ha ancora ricevuto la chiamata per recarsi a fare il vaccino. Essendo cardiopatico (4 bypass) e avendo una leggera insufficienza renale che lo porta ad utilizzare il catetere per urinare, è sicuramente soggetto fragile oltre che per età anche per patologie”. Ci sono le email di chi ha fatto richiesta di ricevere il vaccino a domicilio, come quella di A. T.: “Per mia madre nata il 19 febbraio 1934, 87 anni, invalida al 100 per cento per ischemia cerebrale e ferma a casa da più di un anno e mezzo, il medico di base ha inoltrato richiesta di vaccino a domicilio, cui ha diritto, già due volte”.

“Stiamo raccogliendo tutti i messaggi e compilando un file excel – dice Strada – Li invierò a Moratti, Bertolaso, al direttore generale Welfare Pavesi e ai direttori delle Ats competenti con i dati dei ‘dimenticati’. Non so veramente cos’altro fare per mettermi a disposizione della Regione per far sì che tutti gli over 80 lombardi vengano vaccinati”. Nella seduta odierna del consiglio regionale, lei e gli altri consiglieri di opposizione hanno protestato offrendosi provocatoriamente come volontari per fare le telefonate agli anziani senza appuntamento. Ma ad ascoltarli sui banchi riservati alla giunta non c’erano né Moratti, né il governatore Fontana. Eppure era stato loro chiesto di riferire in Aula sul caos vaccini e sull’azzeramento del cda di Aria deciso settimana scorsa.

Twitter @gigi_gno

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