Quaranta false credenze sugli animali riunite in un libro, “Bufale bestiali”, testo edito da DeA Planeta in uscita il 30 marzo. L’autore, Graziano Ciocca, biologo e divulgatore scientifico, in maniera precisa ma divertente, analizza tante espressioni che accompagnano le nostre giornate ma che sono prive di riscontro scientifico.

Se si pensa di vivere nell’era delle fake news, ci si stupirà nel vedere quanti falsi miti risalgono alla notte dei tempi e sopravvivono indisturbati fino ad oggi. Per dire: quante volte ci è stato detto di spegnere la luce perché altrimenti arrivano le zanzare? Eppure “le zanzare non sono attirate dalla luce”, commenta Ciocca, “questi insetti che esistono da milioni di anni”, quindi, “ben prima dell’invenzione dell’elettricità e della comparsa dell’uomo, per localizzare le prede hanno evoluto un sistema infallibile basato sull’olfatto e non sulla vista”. In particolare, “sono le femmine adulte ad andare alla ricerca di sangue per produrre le uova” e secondo numerosi studi, ad attrarle in maniera irresistibile ci sarebbe “l’anidride carbonica emessa a intervalli regolari – cioè il nostro respiro – e l’odore della nostra pelle”.

L’odore, si sa, varia da persona a persona, quindi è vero che “certe persone sono maggiormente colpite”. Ad influenzare l’odore preferito dalle zanzare, c’è “il sudore, l’acido lattico, l’essere incinta, l’aver consumato alcolici e il gruppo sanguigno 0 seguito – nell’ordine di scelta – da B, AB ed A”. Visto che la luce non c’entra, utilizzare trappole luminose per le zanzare è inutile e dannoso per i tanti insetti che ci finiscono al loro posto.

Altra convinzione ripetuta da molti riguarda questa volta gli uccellini. Si dice che se si tocca un piccolo caduto dal nido questo non venga più riconosciuto dalla madre. “Non è vero”, afferma l’esperto al Ilfattoquotidiano.it, “al contrario delle zanzare, in genere gli uccelli hanno un pessimo odorato, dunque la madre non avrà alcun problema a continuare a nutrire i piccoli dopo che sono stati toccati”. Tuttavia, “è meglio non toccarli e lasciarli dove sono”. Infatti, “molte specie hanno i piccoli che istintivamente escono dal nido prima di saper volare, per passare qualche giorno a terra, ma continueranno a essere nutriti e sorvegliati dai genitori: è soltanto quando ci s’imbatte in un pullo cieco e senza piume, che bisogna contattare un centro di recupero della fauna selvatica”.

È una diceria falsa anche quella che gli struzzi mettano la testa sotto la sabbia. “Lo troviamo già nel Naturalis Historia di Plinio il Vecchio”, racconta Ciocca. Una convinzione che potrebbe derivare dal fatto che la coppia di struzzi – in particolare il maschio – “passino molto tempo nel nido ad accudire anche fino a trenta uova. E quando un animale alto più di due metri abbassa la testa per nutrirsi o girare le uova nel nido – poco più di un solco nel terreno – può sembrare che stia nascondendo la testa sotto la sabbia, ma non è assolutamente così. In presenza di predatori gli struzzi si sdraiano a terra completamente, o scappano mimando di essere feriti, così da distogliere l’attenzione dal nido e salvare le uova”.

Se a qualcuno viene detto di non fare lo struzzo, insomma, dovrebbe non prendersela troppo. “Altro che pusillanimi sono uccelli coraggiosissimi”. Dalla letteratura al cinema, siamo tutti convinti che il lupo ululi alla Luna. “Ma l’ululato non è mai un riflesso istintivo verso qualcosa, bensì è una comunicazione volontaria che l’animale fa rivolto ad altri lupi per motivi diversi, come per riunirli, accoppiarsi, marcare il territorio o rafforzare i legami sociali all’interno del branco”.

Ci fa sempre sorridere che gli elefanti – con la loro stazza – abbiano paura dei topi. “Anche questa è una credenza antica presente nel libro di Plinio il Vecchio e nonostante la mamma di Dumbo dimostri di essere terrorizzata dal topolino Timoteo esistono numerose testimonianze che gli elefanti rimangano pressoché indifferenti ai topi. Sono bizzarre anche le spiegazioni che circolano sull’argomento. L’elefante avrebbe paura del piccolo mammifero perché potrebbe arrivare al cervello infilandosi dentro la proboscide. Peccato che la proboscide sbuchi nel palato e non nel cervello”.

Ogni volta che si è punti da una medusa in spiaggia, tra i bagnanti il consiglio che va per la maggiore è urinarsi sulla zona infiammata. “Non solo non è vero, ma è addirittura controproducente”, spiega lo scienziato, “oltre alla scena comica, l’urina può far esplodere le cellule del veleno presenti sui tentacoli delle medusa, eventualmente rimasti attaccati alla pelle del malcapitato”, mentre, “i due metodi efficaci per distruggere le tossine sono il calore e una mistura al 50% di acqua di mare e bicarbonato”.

Un capitolo del libro si occupa dei supereroi. Ad esempio, Batman dovrebbe essere un pipistrello. Eppure “Bruce Wayne non presenta alcun potere dei pipistrelli a cui il Cavaliere Oscuro si ispira, niente ecolocalizzazione, né membrane alari o capacità di stare appeso a testa in giù senza fatica”. Piuttosto, “in quanto è un maschio corazzato che passa le notti a picchiare i suoi conspecifici assomiglia più a un cervo volante o a uno scarabeo rinoceronte”, ironizza il divulgatore. Stesso discorso per Spiderman che “dovrebbe avere come i ragni otto zampe, veleno e capacità di produrre seta”. Mentre “Peter Parker ha una super forza – che si addice più alle formiche – e la capacità di arrampicarsi o il cosiddetto senso di ragno per avvertire i pericoli che sono tratti che non appartengono agli Aracnidi”.

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