Nel mondo surreale in cui viviamo c’è chi riceve dalla banca ogni mese un assegno per il mutuo stipulato. E’ quanto accade in Portogallo, ad esempio, ai fortunati che lo hanno acceso prima del 2012. E’ questo, infatti, l’anno in cui i tassi d’interesse sono scesi sotto lo zero in diversi paesi, incluso il Portogallo. Al momento il tasso eurolibor si aggira intorno a -0,25, il che significa che chi ha un mutuo di 320 mila euro acceso nel 2008 presso una banca portoghese, oggi riceve ogni mese 35 euro – nel 2008 l’eurolibor era al 5 per cento. Naturalmente i tassi negativi non incidono sulle rate mensili per ripagare il capitale preso in prestito con il mutuo.

L’idea di tagliare i tassi d’interesse sotto lo zero aveva lo scopo di facilitare la ripresa economica dopo la grande crisi finanziaria del 2008/2009. Quando il mondo era pronto per tornare al modello monetario classico, quello in cui le banche prestano i soldi in cambio di un tasso d’interesse, ecco che scoppia la pandemia. Difficile, dunque, immaginare un aumento dei tassi nei prossimi anni, gli stati si sono talmente indebitati per sostenere le economie durante i lockdown da non potersi permettere di ripagare il debito a tassi più elevati. E così i tassi negativi rimarranno.

Non è però vero che questa politica sia sempre vantaggiosa per la popolazione. E’ vero che oggigiorno è possibile trovare un mutuo trentennale in Italia ad un tasso inferiore all’1 per cento, ma è anche vero che il risparmio non viene più premiato. In Danimarca, ad esempio, la prima nazione ad introdurre tassi negativi nel 2012 per difendere il tasso di cambio della propria moneta nei confronti dell’euro, le banche fanno pagare i correntisti per ogni conto ed hanno introdotto spese amministrative relative ai servizi bancari che i clienti devono pagare se vogliono mantenere i conti.

L’esperienza della Danimarca prova che ci si abitua a tutto. Inizialmente le banche temevano la reazione della clientela riguardo ai tassi negativi sui depositi, ma con il tempo si sono accorte che erano timori infondati. Nel 2015, alcune banche decisero di far pagare i clienti per tenere i soldi in banca e da allora tutto il sistema bancario danese applica questa regola. L’Eurozona e la Svizzera non hanno seguito questa strada e non impongono ai correntisti e risparmiatori un tasso negativo, in altre parole non li fanno pagare per tenere i loro soldi in banca. Ma c’è da chiedersi fino a quando lo faranno, fin quando saranno disposte ed in grado di assorbire le perdite?

Intanto, il Fondo monetario ha da poco pubblicato uno studio dove si legge che sebbene i tassi di interesse negativi rimangano problematici per la popolazione, ormai questa politica monetaria eccezionale è diventata la norma. In altre parole, per ora nessuno si aspetta un cambiamento di rotta. E’ dunque un buon momento per accendere un mutuo, e forse anche questo spiega l’impennata della domanda immobiliare negli ultimi 12 mesi. Non è invece un buon momento per risparmiare, e infatti si ha la netta sensazione che quest’attività non sia più di moda.

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