L’oracolo – Ema – ha parlato dicendo, come tutti gli oracoli, cose a metà strada tra l’ambiguo e lo scontato. L’oracolo ci conferma che i vaccini – e in particolare questi che in via eccezionale, data la pandemia, si stanno sperimentando di fatto a scala di popolazione – hanno degli effetti collaterali. Quindi ci conferma che gli effetti collaterali esistono e che nel caso di AstraZeneca sono così marginali da non essere sufficienti a invalidare il vaccino. Per cui l’oracolo ci dice un luogo comune che già conoscevamo: i benefici sono maggiori dei rischi.

Bisogna anche aggiungere che secondo me, se l’Ema avesse dato ragione all’Istituto Paul Ehrlich (l’Aifa tedesca), avrebbe dovuto ammettere di essersi sbagliata nell’approvazione del vaccino avvenuta il 29 gennaio scorso. In quell’occasione l’Ema ha approvato il vaccino sapendo che la sua efficacia era del 60%, quindi inferiore a quella del 95% di Pfizer e Moderna, e che elettivamente esso avrebbe dovuto essere usato solo entro la fascia di età di 55 anni perché per età superiori non c’erano evidenze sufficienti a giustificarne l’uso estensivo. Il campione sperimentale di AstraZeneca, infatti, prevedeva solo il 13% di anziani. La stessa Ema, a suo tempo, visti i dati parziali e in attesa di maggiori evidenze lasciava che fossero i singoli Stati membri a decidere se distribuire il farmaco a tutti o solo ai più giovani, precisando che “può essere usato, ma se ci sono altre opzioni sono preferibili”.

Quindi è vero che siamo in estrema emergenza, è vero che la gente muore, è vero che dobbiamo fare presto, è vero che la campagna vaccinale deve procedere, ma è anche vero che, nonostante il refrain dei benefici maggiori dei rischi, per ragioni relative a una sperimentazione alla fine lacunosa, il vaccino è probabile che possa fare – in percentuale ridottissima nei confronti della popolazione – brutti scherzi. E secondo me questo va detto, non dissimulato con generiche rassicurazioni. Altrimenti di che consenso informato parliamo.

Ma se il principio benefici/rischi è tanto scontato, almeno altrettanto come suppongo sia in Germania, perché Angela Merkel – dopo l’imbeccata dell’Istituto Paul Ehrlich e gli stop decisi da alcuni Paesi scandinavi – ha bloccato tutto seminando il panico? E perché questo Istituto (affiliato immagino all’Ema) prima ancora di segnalare il problema delle trombosi alla Merkel non lo avrebbe segnalato innanzitutto all’agenzia madre? Perché la scienza ha messo in mezzo la politica? E perché la politica prima di bloccare tutto non si è consultata con l’Ema? Cioè con la scienza? E come mai l’Ema, nonostante l’ovvietà del principio rischi/benefici, ha smentito così sonoramente il proprio affiliato – vale a dire l’Istituto Paul Ehrlich? Cioè perché scienza contro scienza?

Non sono un complottista e non ho mai dato credito ai complottisti, però mi pongo il vecchio quesito dei latini “cui prodest”? A chi giova? Il blocco della Germania non ha favorito di certo AstraZeneca, semmai ha favorito il suo concorrente Pfizer-BionTech che, guarda caso, costa molto di più del vaccino concorrente e rischia con il suo estensivo di perdere mercato. Non ha favorito la campagna di vaccinazione, al contrario l’ha sabotata. Non ha favorito la tranquillità delle persone, al contrario l’ha minata accrescendo dubbi ed esitazioni. Non ha favorito la crescita della conoscenza scientifica, perché se tutta la discussione scientifica va a finire sul rischi/benefici questo lo sapevamo già. E se la scienza è contro la scienza non è un bel vedere.

Allora chi ha favorito? Di fatto ha favorito la partnership tra Pfizer-BionTech, quindi ha favorito commercialmente la Germania, che partecipa alla proprietà del brevetto e che nel campo della profilassi al Covid-19 di fatto è la prima concorrente di AstraZeneca.

Ma se quello che sostengo ha un fondamento, mi chiedo come mai il grande Mario Draghi, il nostro mitico super Mario, è caduto nel trappolone della Merkel. Cioè: come mai si è adeguato così pedissequamente alla Germania mettendo in pericolo la sua/nostra campagna vaccinale? Perché prima di bloccare tutto non ha invocato l’oracolo – cioè l’Ema – per chiedere una verifica? Perché nessuno si è preoccupato di verificare l‘evidente conflitto di interessi tra l’Istituto Paul Ehrlich, cioè l’agenzia federale tedesca per i vaccini e altri medicinali, e i suoi verdetti sul vaccino AstraZeneca?

Ora come se niente fosse il mitico super Mario va a Bergamo a commemorare i morti di Covid e dichiara: “Qualunque sia la decisione di Ema la campagna vaccinale proseguirà con gli stessi obiettivi e intensità”. Ma se è così vuol dire che la scienza non conta e conta solo la politica. E allora perché ha interrotto la campagna vaccinale, creando con la sua poco meditata decisione in piena pandemia un danno di credibilità così tanto sconsiderato proprio all’immagine della scienza?

Memoriale Coronavirus

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