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Forse un futuro problematico attende anche stazioni sciistiche a quote elevate. È difficile a prevedersi, ma lo scombussolamento climatico ha già fatto vedere scenari del tutto inattesi. Molti operatori turistici del settore sciistico, legati sia a interessi molto forti sia a visioni tecnologiche un po’ datate, pensano che sarà possibile contrastare la scarsità di neve con l’impiego di tecnologie apposite (per esempio i cannoni da neve). Potrebbe anche essere, almeno per un periodo di tempo transitorio. Personalmente, credo che si tratti di una “visione” poco affidabile: sicuramente inaffidabile nel medio-lungo termine e, soprattutto, onerosa per i costi idrici, impiantistici ed energetici. Si tratterebbe in ogni caso di una strategia dilatoria e difensiva che, prima o poi, diventerà poco sostenibile.

Dovesse anche reinvertirsi il trend dello scombussolamento climatico (ma quanti anni ci vogliono? Forse quelli di una intera era glaciale…) l’umanità intera avrà trovato soluzioni al problema che indicheranno modi diversi di vivere e di godersi l’esistenza.

Ma supponiamo, invece, che ci si orienti verso la strategia del “cluster“. Immaginiamo di prendere in considerazione un centro di vacanze estive e di sci invernali, per esempio nelle Prealpi Bergamasche collocato all’incirca a mille metri sul livello del mare. E supponiamo di voler creare un cluster da 1000-1500 abitanti (attenzione, non villeggianti ma residenti stabili) sull’altipiano alle spalle di questo paese.

Intanto dovremo risolvere il problema di un collegamento con la pianura che garantisca in ogni momento e con ogni situazione atmosferica di poter portare a valle o sollevare in quota colli anche voluminosi oltre che le persone. L’impianto adatto è una funicolare che scorra dentro a un tunnel scavato nella montagna dal cluster fino alla pianura. Avremo poi dotato il cluster dei servizi primari: pronto soccorso, asilo e scuola elementare (se necessari), sportello distaccato (on line) del comune di appartenenza, cappella ecumenica, centro ricreativo/sportivo, eccetera.

Il cluster occuperà l’area più pianeggiante dell’altipiano, che invece prosegue a monte innalzandosi sui monti circostanti: in questa area potremo anche installare impianti di risalita di costo contenuto e di economica manutenzione (sciovie, seggiovie) che potranno funzionare quando arriverà la poca neve che la meteorologia ci riserverà. Il vantaggio di questa opportunità è quello di poter funzionare anche durante i giorni feriali e non solo nei fine settimana.

E le abitazioni (alcune preesistenti – ex seconde case) conterranno famiglie nelle quali la fonte di introiti sarà prevalentemente costituita da smartworking. Quindi, al di là delle situazioni specifiche, si tratterà di un insediamento stabile e attivo, sia sul piano dell‘occupazione sia – importante – sul piano della possibile attività fisica in un ambiente sano, solare, assolutamente a misura d’uomo. È prevedibile una vita diversa da quella di città: una qualità della vita ispirata anche a modelli da “club”, con forti contenuti di attività intellettuale e di positiva socialità.

Nel cluster ci saranno solo le scuole elementari: medie, superiori e università saranno o nella immediata pianura sottostante o a scelta dei singoli individui. Molto interessante la presenza di un centro ricreativo di aggregazione sociale multi-funzionale: esterno e interno. All’esterno campi da tennis con piste da corsa, mentre all’interno palestra per calcetto, volley e pallacanestro. Anche un piccolo teatro con possibilità di riproduzione su grande schermo film o eventi teatrali e musicali. Verrà favorita la “vita da club”. I rifornimenti alimentari saranno di iniziativa privata così come bar, locali pubblici, eccetera.

Lo schizzo di cui sopra è quanto mai approssimato, non esaustivo. Tuttavia, dona un’idea abbastanza vivida della “nuova vita” che potrebbe aprirsi almeno a parte della popolazione italiana.

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