Sempre più ampio il numero di università che hanno aperto le loro porte agli studenti stranieri in Italia tramite il progetto University Corridors for Refugees promossa dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR). Un’iniziativa che permetterà a 43 ragazzi provenienti dall’Etiopia di proseguire il loro percorso accademico nel nostro paese, sarà possibile accedervi attraverso un bando che premia gli studenti sulla base del merito e della motivazione. I termini per partecipare a questa iniziativa scadranno il 31 marzo, fino a quel momento chi tra i rifugiati etiopi avrà voglia di completare il proprio percorso universitario potrà candidarsi.

L’iniziativa, che quest’anno compie tre anni, trova una nuova struttura ospitante: l’Università Bocconi di Milano. “Il progetto si propone di contribuire all’inclusione sociale dei rifugiati con l’obiettivo di valorizzarne competenze e conoscenze sviluppate lungo un percorso formativo che rischia di arrestarsi, comportando una perdita per loro e per tutta la società”, spiega Antonella Carù, professore ordinario della Scuola superiore universitaria della Bocconi. “È coerente con il nuovo piano strategico della nostra università che avrà un focus ancora più importante sull’inclusione e sul social engagement e che si propone di offrire supporto a studenti che provengono da contesti socio economici disagiati”.

I corridoi umanitari della formazione hanno una storia giovane e allo stesso tempo virtuosa. Grazie al bando dello scorso anno, per esempio, sono entrati a far parte dell’Ateneo di Firenze due studenti. Una ragazza di 26 anni, Hermon, unica donna fra i giovani arrivati in Italia, che si è iscritta alla laurea magistrale in Advanced Molecular Sciences della Scuola di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Con lei nel capoluogo toscano è arrivata anche Jules, 25enne, che ha scelto di frequentare il percorso magistrale in Natural Resources Management ad Agraria.

“Sono giovani determinati che aspirano legittimamente a costruire un futuro in dignità e vogliono dare il loro contributo alla società, e grazie a progetti come UNICORE, all’impegno degli atenei italiani e dei partner, queste aspirazioni ora possono diventare realtà”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Consentire ai rifugiati di arrivare in sicurezza ed esprimere il proprio talento è oggi ancora più importante alla luce della situazione preoccupante in Etiopia, dove la sicurezza ed il benessere dei rifugiati e di migliaia di civili sono oggi in pericolo”. L’obiettivo che dell’UNHCR è quello di rafforzare i canali di ingresso per rifugiati, e di raggiungere il tasso di iscrizione a programmi di istruzione superiore al 15% nei paesi di primo asilo e nei paesi terzi.

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