di Roberto Severoni

Rottamare le persone non è molto politically correct, ma colpisce nel segno. Rottamando le persone si dà un taglio netto con il passato per rinnovare la società e far funzionare meglio lo Stato. Renzi sente premiante e innovativa questa sua semplice ideologia, che però non ha portato i risultati sperati. Per questo si è spinto fino all’estremo proponendo di rottamare la Costituzione con la famosa riforma costituzionale Renzi-Boschi, che gli italiani hanno respinto.

Ormai Renzi è un profondo conoscitore del concetto di rottamazione, tanto che ne ha patito anche lui le conseguenze. Così trasforma la rottamazione in una arma per eliminare chi, di fatto, è riuscito in quelle riforme rinnovative e migliorative, anche se differenti dalle sue. E il suo silenzio di questi giorni, a differenza di altri leader di partito, può benissimo essere interpretato nella compiaciuta realizzazione della sua opera.

Stavolta però non si è rinnovata la società o migliorato lo Stato, anzi si è aperta una ferita sanguinante nei confronti di almeno 2,5 milioni di italiani che aspettavano il decreto ristori bloccato dalla crisi, indotta da Renzi stesso. Draghi probabilmente non richiamerà la responsabilità di Renzi su questo fatto se mai glielo chiedessero, ma sarà costretto a rimetterci la faccia per un danno che ha dovuto ereditare. Ma per Renzi la soddisfazione non ha prezzo, peccato che il conto lo scarichi su di noi. Grazie Renzi, te ne saremo eternamente grati.

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