Nuvole nere sul futuro di Gennaro Gattuso. Dopo il ko nella semifinale di Coppa Italia contro dell’Atalanta in virtù della sconfitta per 3-1, secondo indiscrezione il suo esonero dalla panchina del Napoli è sempre più vicino. Sarà decisivo il match di campionato contro la Juventus: “Ultima spiaggia? Non lo so, dovete chiederlo alla società. Il presidente? Non ci ho parlato, non ha detto nulla”. “Il capitano della barca sono io – ha aggiunto – quando le cose vanno male vanno a discapito del capitano. Io non posso pensare a questo a penultima o ultima spiaggia, devo lavorare e devo riuscire a dare fiducia. Io faccio l’allenatore, ci può stare. Non sarò né il primo né l’ultimo, ma ho il dovere di provarci fino alla fine. Con la Juve gli stimoli non mancheranno, ma sarà dura: dobbiamo recuperare giocatori”.

Eppure, dice Gattuso, questo non è il momento più complesso vissuto da allenatore: “No, ne ho passati molto di più difficili in categorie diverse. È un calcio diverso, stiamo giocando in maniera differente, senza tifosi e ogni tre giorni. Lo fanno tutti, ma non me lo sarei mai aspettato di dover affrontare un calcio così nella mia vita – ha spiegato – Si può far fatica, si può recuperare poco. A volte i giocatori fanno fatica a esprimersi, ma succede a tutti. Penso che in questo momento il primo responsabile sono io, ma devo avere la bravura di tenere alto entusiasmo e voglia. Altrimenti diventerà difficile”.

Infine l’allenatore del del Napoli analizza la partita persa contro l’Atalanta: “Sui tre gol potevamo fare meglio – ha detto Gattuso – Nel primo tempo abbiamo fatto fatica, nella ripresa abbiamo tenuto il pallino del gioco. Il terzo gol, poi, ci ha tagliato le gambe. Per come stava andando, un’altra squadra avrebbe preso quattro o cinque reti. Dobbiamo trovare entusiasmo, per ora lo abbiamo solo a tratti, a tratti invece no”.

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