La maggior parte delle forze politiche si accodano al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dopo l’impossibilità di creare una nuova maggioranza comunicata prima dal presidente della Camera, Roberto Fico, e poco dopo dallo stesso Mattarella, il capo dello Stato ha virato sulla possibilità di formare un governo tecnico. E domani, a mezzogiorno, riceverà al Quirinale Mario Draghi. Se nell’ex maggioranza, di fronte all’impossibilità di un Conte ter, ci si affida alle parole di Mattarella, il Movimento 5 Stelle non ha ancora diffuso comunicazioni ufficiali. Ma tra i suoi esponenti c’è chi fa un passo in avanti, come il reggente Vito Crimi e l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, che frenano sul sostegno all’ex presidente Bce: “Siamo sempre stati chiari con gli italiani dicendo apertamente che il M5s avrebbe sostenuto solo un esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Su questo, con coerenza, andremo fino in fondo”, ha detto Fraccaro. Forza Italia annuncia che si riunirà con le altre forze di centrodestra, ma dal partito di Silvio Berlusconi trapela soddisfazione, mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono gli unici due leader che continuano a chiedere le elezioni.

Pd, Zingaretti: “Pronti al confronto”. Orlando: “Non restiamo insensibili alle parole di Mattarella”
“Abbiamo fatto davvero di tutto per ricostruire una maggioranza, in un momento difficile. Il presidente Mattarella, che ringraziamo, con la sua iniziativa ha posto rimedio al disastro provocato dalla irresponsabile scelta della crisi di Governo. Da domani saremo pronti al confronto per garantire l’affermazione del bene comune del Paese”, ha scritto su Facebook il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, facendo capire che il partito appoggerà un eventuale governo del Presidente. “Non resteremo insensibili all’appello del Capo dello Stato. Ma mi ricordo l’esperienza Monti, una grande personalità è un punto di partenza importante ma non è una questione risolutiva se non si forma una maggioranza che sia in grado di accompagnare un processo politico, una cosa che verificheremo nelle prossime ore. Abbiamo già fatto l’errore che con un nome si possa riformare tutto il sistema, non faremmo un regalo a Draghi a riproporre la stessa narrativa”, ha aggiunto il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando. E poi si chiede: “Se Draghi era l’obiettivo di Renzi perché questa sceneggiata?”.

Soddisfazione Italia Viva. Calenda: “La migliore soluzione possibile”
Scontata la soddisfazione da Italia Viva per l’uscita di scena di Giuseppe Conte e la possibile entrata in carica di un profilo da sempre appoggiato dai renziani. Non a caso, Maria Elena Boschi ha detto di augurarsi “che il governo Draghi possa nascere e fare bene”. Stessa posizione del leader di Azione, Carlo Calenda, che reputa la scelta di Mario Draghi “la migliore possibile”: “Oggi si chiude con l’ennesimo fallimento una stagione politica. Populismo, Trasformismi, incoerenza, tatticismi, incapacità. In questa legislatura abbiamo visto di tutto e nell’ultimo mese anche di più. Abbiamo per mesi auspicato l’arrivo di Draghi nello scetticismo generale”, ha scritto su Twitter.

M5s, Crimi e Fraccaro: “Noi coerenti, voteremo contro”
Mentre nelle prime ore dall’annuncio di Mattarella tra i big del Movimento nesusno si esponeva, fatta eccezione per Alessandro Di Battista che ha definito l’ex presidente Bce “l’apostolo delle élite”, col passare delle ore, nonostante la convocazione di un’assemblea congiunta di deputati e senatori “sulla situazione politica”, si è venuta a delineare la linea interna del Movimento. Il primo nome di peso a parlare è stato Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con il governo Conte: “Ringrazio il Presidente Mattarella per il suo impegno nel voler dare un Governo al Paese, ma noi siamo sempre stati chiari con gli italiani dicendo apertamente che il M5s avrebbe sostenuto solo un esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Su questo, con coerenza, andremo fino in fondo”. A lui sono seguite le parole del capo politico, Vito Crimi: “Il MoVimento 5 Stelle – ha scritto su Facebook -, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l’unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi. Una tale tipologia di esecutivi è già stata adottata in passato, con conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani”. Così come Danilo Toninelli: “Non ci vengano a chiedere di votare Mario Draghi. Abbiamo fatto di tutto. Perfino annientarci negli uffici a lavorare pur di dare una mano a chi ne aveva bisogno”, ha scritto su Facebook. E ha poi aggiunto: “Non siamo l’establishment e non possiamo votare per l’establishment. Meglio andare al voto o stare all’opposizione per bloccare ogni porcheria eventuale a danno della gente. Per me è così e penso lo sarà per tutta la famiglia del Movimento. Ci riuniremo e decideremo. Tutti assieme”.

Mentre il deputato Giorgio Trizzino, considerato vicino alla famiglia Mattarella, invita ad ascoltare il Capo dello Stato e seguire le sue decisioni. Intanto l’ex grillino Gianluigi Paragone punge su Facebook: “La forza più votata del Paese riuscirà a votare un governo sovranista, un governo europeista e ora riuscirà a votare anche un governo tecnico”.

Centrodestra, Forza Italia parlerà con gli alleati ma c’è soddisfazione. Salvini non chiude a Draghi. Meloni vuole il voto
Cautela in Forza Italia, anche se dal partito trapela soddisfazione per una figura gradita a Berlusconi. La parola d’ordine ora è aspettare e valutare con gli alleati il da farsi. Da Giovanni Toti arriva l’appoggio alla scelta di Mattarella: “Bene ha fatto il Presidente Mattarella a mettere fine a un teatrino tanto inconcludente quanto a tratti disgustoso. Ora, come ha chiesto il Capo dello Stato, è il momento della responsabilità. E quando la Repubblica chiama l’unica risposta possibile è ‘presente!'”.

Mentre da parte degli alleati della Lega e di Fratelli d’Italia si punta alle elezioni. Più cauto Salvini che non chiude a Draghi: “Se fa sue le nostre proposte per rilanciare il Paese saremmo felici”. Ma ribadisce che la via maestra è il voto: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo. Articolo 1 della Costituzione italiana”, ha scritto su Twitter Matteo Salvini. Che ha poi aggiunto: “Continua il vergognoso teatrino sulla pelle di 60 milioni di italiani. Su Mattarella esprimo il rammarico per l’accostamento ingiusto e infelice del voto con i dati del contagio. Allora dovrebbe dirlo ai cittadini calabresi e a quelli delle città che il virus colpisce solo le elezioni politiche e non il voto locale”.

Gli fa eco Giorgia Meloni: “Il Presidente valuta più opportuno rischiare un governo che per due anni avrà molte difficoltà a trovare soluzioni efficaci per gli italiani. Noi, invece, pensiamo sia decisamente meglio dare la possibilità agli italiani di votare, per avere una maggioranza coesa e forte. Non penso che la soluzione ai gravi problemi sanitari, economici e sociali della Nazione sia l’ennesimo governo nato nei laboratori del Palazzo e in mano al Pd e a Renzi. In una democrazia avanzata i cittadini, attraverso il voto, sono padroni del proprio destino. Anche quando la situazione è difficile. Soprattutto quando la situazione è difficile”.

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