È uno scenario politico inedito quello fotografato dall’ultimo sondaggio dell’istituto Ixè: se si andasse a votare oggi e la coalizione giallorossa si presentasse compatta, allargando il campo anche a +Europa, Verdi e Azione di Carlo Calenda, sia al Senato che alla Camera potrebbe ottenere la maggioranza assoluta, anche se a poca distanza dal blocco del centrodestra. La seconda ipotesi immagina invece che il Movimento 5 stelle decida di correre da solo, con uno schieramento tripolare analogo a quello del 2018. In questo caso Fi, Lega e Fratelli d’Italia potrebbero contare su un ampio vantaggio in entrambi i rami del Parlamento. Poi c’è la terza ipotesi, che riflette l’attuale posizionamento dei partiti ma tiene conto della variabile premier: da un lato Pd, M5s, partiti minori e una lista Conte, al centro Italia viva con Calenda e Bonino, a destra il consueto blocco capitanato dalla Lega. Se si andasse così alle urne, ci sarebbe un testa a testa con i renziani e partiti annessi a contendersi i seggi decisivi per la nascita di un nuovo governo.

Scenario 1 – Stando alla rilevazione Ixè, se la politica italiana si dividesse in due blocchi distinti (da un lato giallorossi e partiti minori, dall’altro il centrodestra) lo scettro della maggioranza spetterebbe allo schieramento di centrosinistra. In questo scenario a Pd, Movimento 5 stelle, Leu, Iv e gli altri vengono attribuiti 201 seggi alla Camera, contro i 199 del centrodestra, e 103 al Senato sui 200 totali. I numeri ovviamente tengono conto del taglio dei parlamentari entrato in vigore dopo il referendum di settembre. Le intenzioni di voto degli italiani sono aggiornate al 28 gennaio e vedono la Lega ancora primo partito al 23,2%. A stretto giro il Pd con il 20,6%, seguito dal 15,8% di Fratelli d’Italia e dal 15,4% dei 5 stelle. Forza Italia è data in crescita all’8,8%, mentre tra i minori La sinistra e Azione sono appaiati intorno al 3,5%. Italia viva è al 2,1%, in costante calo da ottobre a oggi.

Scenario 2 – Il secondo scenario si basa sull’ipotesi che il Movimento 5 stelle decida di correre da solo e di valutare solo in un secondo momento eventuali alleanze in Parlamento. In questo caso la vittoria del centrodestra sarebbe schiacciante: a Lega, Fdi e Fi vengono assegnati 245 seggi a Montecitorio, 113 al centrosinistra e solo 42 ai pentastellati. Stessa cosa al Senato: 125 seggi alle destre, 52 al fronte del centrosinistra e 23 al Movimento. Il capo dello Stato, quindi, assegnerebbe l’incarico di formare un governo al candidato premier del centrodestra – con tutta probabilità Matteo Salvini – al quale mancherebbero una manciata di voti per poter contare sulla maggioranza dei due terzi del Parlamento. Proprio quella che serve per cambiare la Costituzione.

Scenario 3 – L’ultima proiezione elaborata dall’istituto dei sondaggi tiene conto di un fattore al momento non presente nella compagine politica, cioè una lista direttamente collegata a Giuseppe Conte. Alle elezioni i cittadini si troverebbero quindi tre schieramenti: da un lato Pd, 5 stelle e sinistra con Conte, al centro il fronte Calenda, Renzi e Bonino, a destra la solita coalizione trainata dalla Lega. I risultati in termini di seggi sono subito evidenti nel grafico a sinistra: giallorossi e centrodestra sostanzialmente appaiati sia alla Camera che al Senato ma senza i numeri sufficienti per governare, la coalizione lilla formata da Azione, Iv e +Europa a fare da ago della bilancia. O quantomeno a contendersi i seggi decisivi. Il motivo è che l’ipotetica lista Conte è data al 13,5%, con un bacino elettorale sottratto in parte al Pd (dato in calo al 18%), ai 5 stelle (al 10,4) e alla sinistra. Qualche voto in arrivo anche da leghisti, moderati e Iv. Un eventuale governo, quindi, potrebbe nascere solo previo accordo con Renzi e co. Salvo il peso degli astenuti e di eventuali sorprese in campagna elettorale, capaci di spostare gli equilibri in un senso o nell’altro.

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