Una cerimonia in tono minore rispetto alla tradizione, a causa della pandemia e del clima da guerra civile che incombe su Washington dal 6 gennaio, giorno dell’assalto al Congresso. Ma nella capitale è tutto pronto per l’Inauguration Day di Joe Biden e Kamala Harris, che chiuderà ufficialmente i quattro anni dell’amministrazione di Donald Trump. Il tycoon, a differenza dei suoi predecessori, non sarà presente alla cerimonia e non terrà nessun discorso di commiato in diretta tv e in prima serata, perché ha affidato il suo addio a un video già registrato. Domani farà un breve discorso alla base di Andrews prima di imbarcarsi per l’ultima volta sull’Air Force One diretto in Florida. Ma il 46esimo presidente degli Stati Uniti può consolarsi, pensando a come alcuni suoi predecessori si siano anch’essi trovati ad affrontare situazioni altrettanto insolite.

È il caso di Ronald Reagan, che fu costretto ad annullare la cerimonia di insediamento per il suo secondo mandato presidenziale, nel gennaio del 1985, a causa delle temperature polari che avvolsero Washington. Il presidente, affiancato dalla first lady Nancy, prestò il giuramento all’interno della Rotunda, sotto la cupola del Campidoglio, davanti a poche centinaia di persone, rispetto alla folla di 140mila americani che si erano assicurati il biglietto per assistere alla cerimonia all’aperto. Il National Weather Service aveva annunciato per la mattina una temperatura di 2 gradi sotto lo zero, che a causa del vento sarebbe stata percepita come -23 gradi. Reagan spiegò che i medici e gli esperti militari gli avevano sconsigliato di mantenere il programma originario, perché in quelle condizioni di freddo c’era il rischio di gravi danni alla salute per il pubblico, i soldati e gli altri partecipanti alla cerimonia.

Altro giuramento ‘diverso’ fu quello di Calvin Coolidge, il 30esimo presidente Usa, che avvenne intorno alle 2.30 del mattino del 4 agosto del 1923, nella sua casa di famiglia nel Vermont. Coolidge, allora vice presidente, si trovava in vacanza a Plymouth Notch, quando venne raggiunto dalla notizia della morte del presidente Warren Harding. Le cronache dell’epoca riferirono che Coolidge prestò giuramento sotto la luce di una lampada a kerosene, alla presenza del padre, che era un notaio, posando la mano sulla Bibbia di famiglia.

Più movimentata fu la cerimonia di insediamento di Dwight Eisenhower, il 20 gennaio del 1953. Il presidente venne letteralmente ‘preso al lazo’ da un cowboy, Montie Montana, che a cavallo prendeva parte alla parata che sfilava davanti al palco presidenziale. Giunto davanti ad Eisenhower, Montana chiese al presidente il permesso di lanciare il lazo. Eisenhower acconsentì e si alzò in piedi e Montana, che era comparso in alcuni film western con John Wayne, riuscì a centrarlo al secondo tentativo, da una distanza di circa 5 metri. La folla sembrò apprezzare molto il fuori programma, un po’ meno gli agenti del Secret Service.

L’Inauguration Day fu invece fatale a William Henry Harrison, il 9° presidente degli Stati Uniti. Harrison, che prestò giuramento il 4 marzo del 1841, stabilì due record: quello per il discorso inaugurale più lungo della Storia, un’ora e 40 minuti; e quello per la Presidenza più breve. Secondo le cronache dell’epoca, sebbene le temperature fossero basse, Harrison si ostinò a pronunciare il suo discorso sotto la pioggia e senza un cappotto. Il presidente non si cambiò di abito per assistere alla parata e con gli stessi abiti zuppi trascorse diverse ore fuori dalla Casa Bianca a salutare il pubblico. Harrison finì per prendersi un raffreddore che in seguito si tramutò in polmonite. Morì 31 giorni dopo.

Il giuramento più drammatico della Storia Usa, almeno di quella recente, rimane comunque quello di Lyndon Johnson, il 22 novembre del 1963, poche ore dopo l’assassinio di John Kennedy a Dallas. Il momento raccontato da una celebre immagine che ritrae Johnson prestare giuramento nell’ufficio dell’aereo presidenziale, nelle mani del giudice Sarah Hughes. Accanto a lui, tra gli altri, la vedova di Kennedy, Jacqueline, con indosso lo stesso vestito, macchiato di sangue, che aveva al momento dell’uccisione del marito.

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