da un Tecnico di laboratorio

Ciao, sono un tecnico sanitario di laboratorio biomedico, questa è la storia di come la mia vita è cambiata, capovolta, sottosopra sia finita… scherzo scherzo, vi racconto com’è stato per me vaccinarmi contro il Covid-19.

Lavoro in un piccolo ospedale nel basso Piemonte e inizialmente a fine dicembre dovevamo esprimere già online, sulla nostra piattaforma del dipendente, la volontà di vaccinarci, di modo che, nell’insieme, si potesse avere una stima di quante dosi sarebbero servite.

Hanno iniziato a fare i vaccini il 30 dicembre, in modo randomico, perché l’obiettivo è di vaccinare tutti i volontari il prima possibile ed essendo un piccolo ospedale in pochi giorni dovremmo aver raggiunto il traguardo.

Ho notato che c’è stato più entusiasmo da parte dei giovani (alla faccia del “i giovani d’oggi”…) rispetto ai nostri colleghi più anziani, ma vedendo che praticamente la maggior parte non ha avuto effetti collaterali se non un po’ di dolore nel punto di iniezione, che sparisce nel giro di 48 ore, anche loro si sono uniti alla vaccinazione.

Prima della vaccinazione mi hanno fatto compilare un questionario di anamnesi e il foglio di consenso, mi hanno spiegato brevemente cosa sarebbe successo e che avrei dovuto fare una seconda dose dopo 21 giorni per avere una risposta adeguata da parte del mio sistema immunitario.

Il vaccino Pfizer-Biontech è un vaccino ad mRNA. Ovviamente chi non è del mestiere dirà “embè?” E avrà ragione, per questo mi sento di fare due righe di spiegazione.

In noi, nel nucleo di ogni nostra cellula, il materiale genetico è il Dna. Ogni qualvolta si ha bisogno di una proteina vengono “prese” le informazioni dal Dna e trasferite fuori dal nucleo sotto forma di m-Rna dove “m” sta proprio per “messaggero”. A quel punto l’m-Rna viene analizzato dai ribosomi (gli “addetti alla lettura” presenti nelle nostre cellule) per poter fare la proteina richiesta.

Ecco spiegato come funziona il vaccino anti-Covid: l’m-Rna del vaccino codifica per la proteina Spike, la proteina del Covid-19 che le permette di legarsi alle cellule nei nostri polmoni. Il nostro corpo quindi crea questa proteina che viene riconosciuta subito dal nostro sistema immunitario e sviluppa degli anticorpi contro di essa.

Anche se il virus dovesse mutare, il modo che ha per attaccare il nostro organismo è sempre tramite la proteina Spike, quindi finché questo non cambia ci sono buone probabilità che questo vaccino ci dia immunità anche per le eventuali varianti future.

Durante la vaccinazione l’infermiera è stata molto brava e non ho sentito dolore, dopo sono stata in osservazione 15 minuti e via libera tutti. Ho avuto solo un pochino di dolore nel sito di iniezione per un giorno che è sparito poi del tutto. Mi sembrava davvero di vivere un momento storico indimenticabile e che mi ha dato quella spintarella verso la speranza di cui tutti abbiamo bisogno.

Non fatelo solo per gli altri, ma anche per voi stessi, perché vi assicuro che dopo starete un po’ meglio.

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