Oggi il vertice per confermare la proroga del lockdown fino al 31 gennaio, mercoledì un altro tavolo sui vaccini: di fatto una task force per aumentare la produzione del farmaco Pfizer-BioNTech che affiancherà il ministro della Salute, Jens Spahn. Dalle restrizioni alla campagna di vaccinazioni, aumentano le grane sulla scrivania di Angela Merkel, mentre nel suo governo i socialdemocratici della Spd per la prima volta attaccano apertamente proprio il ministro Spahn (Cdu). La cancelliera ha deciso la linea dura sulle restrizioni, ma ora deve rendere conto anche di un numero di morti Covid che non accenna a diminuire: anche oggi i decessi sono 944. In più, la stessa Merkel ha scelto di affrontare in prima persone la questione vaccini: da giorni il governo subisce pesanti critiche per aver delegato all’Unione europea l’acquisto delle dosi. Secondo la stampa tedesca, dal tabloid Bild al settimanale Der Spiegel, Berlino dovrebbe avere più dosi a disposizioni fin da subito.

Merkel ha messo l’argomento in cima alla lista delle priorità e ha deciso di fatto di togliere la pratica dalle mani del ministro Spahn. La cancelliera infatti ha deciso di istituire quello che i media definiscono un gruppo di lavoro, in cui il ministro della Salute viene affiancato da Peter Altmaier (Economia, Cdu), Olaf Scholz (Finanze, Spd) e dal capo della Cancelleria federale Helge Braun (Cdu). Mercoledì Merkel presiederà la prima riunione della task force: una mossa che la Bild legge come un commissariamento di Spahn, oggetto di un attacco diretto del collega socialdemocratico Scholz, che ha firmato un documento in chi si chiedono chiarimenti sulla fornitura di vaccini. Una mossa da opposizione fatta però da un membro della maggioranza.

L’obiettivo numero 1 ora è aumentare il più rapidamente possibile la produzione aggiuntiva di vaccini in Germania. Così Merkel spera di appianare le divisioni interne e far rientrare le polemiche. La questione è stata affrontata anche nella chiacchierata con Valdimir Putin – in un colloquio telefonico riferito dal Cremlino – in cui i due leader hanno discusso della possibilità di produrre insieme vaccini. Opposizioni e stampa tedesca ritengono infatti che sia stato un errore delegare tutti gli acquisti di vaccini a Bruxelles e che Berlino avrebbe dovuto quanto meno pretendere un ordine più massiccio del farmaco Pfizer-BioNTech. L’Unione europea proprio in questi giorni sta negoziando proprio con Pfizer e BioNTech un accordo che potrebbe raddoppiare la fornitura. Lo riporta Bloomberg, che parla di un nuovo contratto da 100 milioni di dosi, oltre a un’opzione per altri 200 milioni.

Intanto Spahn ha provato nuovamente a respingere le critiche, spiegando ai microfoni della Zdf che il numero di vaccini disponibili ad oggi “non ha nulla a che fare con quanto ne abbiamo ordinato, ma dipende dalla capacità di produzione” che all’inizio “è scarsa”. Per questo il ministro si è mosso per aprire un nuovo stabilimento a Marburg che dovrebbe essere pronto all’inizio di febbraio, secondo quanto riporta la Süddeutsche Zeitung. Merkel però ha bisogno di tempistiche diverse e per questo ha istituito – già lunedì, secondo alcuni fonti – la nuova task force interministeriale. Per Spahn è sicuramente una bocciatura, nell’anno in cui la Germania si avvia verso le elezioni (previste a inizio autunno) che sanciranno la fine dell’era Merkel. Il ministro della Salute era una delle figure che stavano raccogliendo più consenso all’interno della Cdu, prima del ciclone scatenato dall’avvio della campagna di vaccinazione.

Di questo ne approfitta anche la Spd, al governo con i cristiano-democratici nella Große Koalition, ma pronta a riposizionarsi in vista delle urne. L’iniziativa di Scholz è stata seguita dai primi ministri di tutti i Länder a guida socialdemocratica: nel documento chiedono conto al ministro del perché la Commissione europea ha ordinato così poche dosi, dei motivi per cui non si riesca subito ad aumentare la produzione e infine come mai, specialmente in alcuni territori, le vaccinazioni procedano a rilento. Spahn ha reagito invocando “unità e determinazione” nel governo “in questa fase davvero difficile della pandemia”. Ma ormai le elezioni si avvicinano e anche a Berlino qualcosa sembra essersi incrinato definitivamente nei rapporti tra le forze di maggioranza.

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