Dall’inizio della pandemia in Russia sono morte circa 186mila persone che avevano contratto il coronavirus. Un numero che di fatto riscrive la portata e gli effetti della pandemia nel Paese di Vladimir Putin: finora, infatti, la Johns Hopkins University – che si basa sui dati ufficiali forniti dalle autorità – aveva contato in Russia 54.559 vittime di coronavirus. L’ufficio di statistica Rosstat ne ha calcolati invece più del triplo: solo a novembre i decessi sono stati 26mila. Rosstat riferisce di un eccesso di mortalità tra gennaio e novembre 2020 di 229.700 decessi rispetto allo stesso periodo del 2019, di cui “oltre l’81% dovuto al Covid”, ha precisato la vicepremier Tatiana Golikova. Secondo le statistiche aggiornate, solo tra aprile e novembre sono morte in Russia 116.030 persone.

Il conteggio include ora i casi in cui il virus non è stato la principale causa di morte e in cui era sospettato ma non è stato confermato. Sono i criteri richiesti dalla direttiva Oms del 20 aprile scorso, in cui è specificato che vanno inclusi nel calcolo non solo i morti certificati con tampone ma anche quelli con sintomi compatibili col Covid. Lo stesso riconteggio è stato effettuato a metà dicembre dall’Ine (Instituto Nacional de Estadística, l’equivalente dell’Istat) in Spagna. Il risultato? 29mila morti in più rispetto a quelli diffusi dal ministero della Sanità. Madrid, secondo i dati forniti dalle autorità, ha superato ieri i 50mila morti dall’inizio della pandemia. Secondo l’Istituto di statistica le vittime sono molte di più: già 76mila al 15 dicembre, molte di più di quelle italiane che oggi superano quota 73mila.

Tenendo per buoni i dati del ministero, la Spagna è il quarto paese più colpito dal Covid-19 in Europa occidentale, dopo Italia, Regno Unito e Francia. Secondo le statistiche dell’Ine sarebbe il primo, ma i veri numeri della pandemia nei diversi Paesi restano condizionati da tanti fattori. In primis, appunto, il metodo di calcolo, come ha spiegato a ilfattoquotidiano.it Graziano Onder, responsabile del rapporto sulla mortalità da coronavirus dell’Istituto Superiore di Sanità, nonché capo del Dipartimento malattie cardiovascolari e dell’invecchiamento dello stesso Istituto.

Per fare un confronto tra i vari Paesi, ha sottolineato Onder, bisogna “seguire l’eccesso di mortalità“. In Russia, appunto, ci sono 229mila morti in più rispetto all’anno scorso. “Questo parametro – spiegava sempre Onder in merito all’Italia – ci dice che siamo in linea con altri Paesi europei“. L’unico dubbio arriva dalla Germania, che però proprio nell’ultimo mese ha registrato un’impennata di morti, superando la soglia dei 30mila decessi. Domani (mercoledì, ndr) è prevista intanto da parte dell’Istat la pubblicazione del rapporto sull’impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione aggiornato a novembre 2020.

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