di Monica Valendino

Anche nel Natale più amaro dal dopoguerra arriva un piccolo sorriso targato Matteo Salvini. Il capitone della Lega ha sfidato il recente Dpcm che vieta l’uscita di casa agli italiani nei giorni festivi per un atto caritatevole che, come lo stesso ha definito, è una buona abitudine che ogni anno compie.

Nei panni di un Babbo Natale postmoderno (peccato, la felpa con la scritta non c’era), il numero uno del Carroccio è andato a portare doni e pasti ai senzatetto di Milano. Chissà perché c’erano già le telecamere pronte a riprendere tanta generosità e tanto sberleffo alle leggi che da senatore della Repubblica dovrebbe rispettare, visto che sono state varate per la salvaguardia della salute pubblica e non per sfizio autoritario di qualcuno.

Ma tant’è, e non importa nemmeno se per uno strano caso del destino un pacco viene recapitato maldestramente a una ignora signora che per sua fortuna un tetto e una casa ce l’ha, visto che si trovava nel suo cortile. Ma una gaffe può succedere. Come quella del vicesindaco di Trieste Paolo Polidori, che nel 2019, proprio sotto Natale, ha scritto sulla sua pagina Facebook di aver liberato un angolo di via Giosuè Carducci — una delle strade principali del centro città — dagli stracci di un senzatetto in nome del decoro cittadino.

Decoro che anche a Como ha voluto la Lega in prima linea: “Un cancello anti-senzatetto all’ex Chiesa di San Francesco”, la proposta del febbraio scorso in uno dei luoghi cittadini dove si accampano alla meno peggio gli ultimi tra gli ultimi.

A Ventimiglia, il sindaco della Lega Gaetano Scullino sempre quest’anno voleva spostare sul lungomare una fontana locata presso il Parco Tommaso Reggio, usata frequentemente dai senzatetto della città per provvedere all’igiene personale.

Da ovest a est ecco il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, sempre in nome del decoro urbano tanto caro alla Lega, rilanciare una vecchia idea già attuata a Bergamo nel 2014: le panchine in centro con divisori per impedire che i clochard ci possano dormire.

Ma non finisce qui, avrebbe detto il buon Corrado. Perché se i luogotenenti si lasciano prender la mano (sono ragazzi!), Matteo Salvini in persona si fa prendere la penna e mette giù nero su bianco nel 2018 una proposta di legge che ha la chiara intenzione di cambiare radicalmente la posizione di una minuscola fetta di popolazione italiana, da nullatenenti a criminali. Secondo Salvini, i mendicanti, i barboni, i senzatetto dovrebbero rischiare l’arresto: da 3 mesi a un anno, a seconda del “fastidio” che danno al vicinato.

Ma siamo a Natale e siamo tutti più buoni, ma non smemorati. E nemmeno ipocriti visto che la festa per la nascita di Gesù dovrebbe ricordare uno dei suoi precetti, ‘dar da bere agli assetati’, non metterli in prima pagina per sfruttare la loro immagine per fini elettorali. E tanto meno mostrare sempre il rosario, visto che Gesù ha ammonito: “Chi è fedele nel poco lo è anche nel molto e chi è disonesto nel poco lo è anche nel molto”. Ma forse non conosceva Salvini. Amen.

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