“Sono uno qualunque, che un giorno si è svegliato malato ed è finito in ospedale, in un reparto covid. Ciò che mi è successo in quei 13 giorni lì dentro è sorprendente”. Lo scrittore Giuseppe Cloza è tra i tanti, tantissimi, che in questi mesi si sono trovati a lottare contro il coronavirus, questo virus che ha stravolto le nostre vite. Mentre era ricoverato in ospedale a Firenze, una notte, ha deciso di raccontare in un libro quello che stava vivendo. Il risultato è My Covd (Giunti), un libello che racconta in prima persona tutto l’iter della malattia, infarcito di aneddoti divertenti e pittoreschi sulla grande famiglia italo-nigeriana dell’autore. La scrittura sciolta e scanzonata di Colza accosta passato e presente, Covid e malanni vari pregressi, storia personale e familiare, riflessioni e vicissitudini quotidiane; nello stesso modo in cui si racconterebbero a un amico o a un parente, sdrammatizzando al punto giusto e accendendo invece i riflettori sulle criticità, ma sempre senza pretese assolutistiche. Godibilissimo e attualissimo.

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