Bagarre nell’aula di Palazzo Madama dove il governo ha chiesto il voto di fiducia sul decreto Sicurezza. Rovente scambio di accuse tra esponenti di maggioranza e opposizione: i primi hanno accusato i secondi – soprattutto i senatori della Lega – di “atti di squadrismo” per aver invaso i banchi del governo, mentre i secondi rinfacciano all’esecutivo un presunto “sfregio alla democrazia” per aver interrotto la discussione generale con la richiesta di fiducia. Da parte sua la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha convocato la conferenza dei capigruppo proprio in seguito agli scontri avvenuti in aula. La seconda carica dello Stato ha chiesto “per cortesia” ai senatori presenti di “lasciare l’aula sgombra per procedere alla sanificazione” .

Il caso è scoppiato quando il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha chiesto il voto di fiducia. Lo ha fatto subito dopo la relazione di minoranza e quindi all’avvio della discussione. Molti senatori, soprattutto della Lega, si sono assembrati vicino agli scranni del governo e l’aula è stata sospesa dal presidente di turno Ignazio La Russa. A scaturire le proteste il fatto che il ministro avrebbe chiesto il voto prima dell’inizio della discussione generale. Poco prima aveva terminato il suo intervento il relatore di minoranza Simone Pillon. Che accusa: “D’Incà voleva tentare di porre la questione di fiducia, senza far neppure cominciare la discussione generale. Questo è fare uno sfregio, del regolamento e soprattutto della democrazia. Il ministro ha preso la parola senza chiederla al presidente”.

“Avevamo 3 ore e 45 minuti di discussione generale e il ministro ha deciso, di punto in bianco, di porre la questione di fiducia per togliere la discussione generale. Per noi è inaccettabile, almeno ci facesse discutere. La democrazia per loro è questa?”, ha detto ai cronisti il leghista Paolo Ripamonti. Diversa la versione di Valeria Valente del Pd: “Il ministro D’Incà stava per prendere la parola, ma non è riuscito a completare e la Lega ha provato a impedire che si completasse il procedimento“. In che modo i leghisti avrebbero tentato d’impedirlo: “Fisicamente si sono avvicinati e hanno occupato i banchi del governo, impedendo a D’incà di proseguire”. “Quando non si hanno idee se non quelle della prevaricazione e della violenza. La Lega anche oggi occupa i banchi del governo in Senato”, ha twittato Caterina Biti, senatrice del Pd

Attacca i leghisti anche il dem Dario Parrini, presidente della Commissione Affari Costituzionali in Senato, ch parla di “sdegno in Senato”, spiegando: Mentre il Ministro per i Rapporti col Parlamento stava annunciando la posizione della questione di fiducia sul decreto sicurezza e immigrazione i leghisti lo hanno assalito togliendogli di mano il microfono e impedendogli di parlare. Un vile atto di squadrismo parlamentare tollerato (chissà perché trattandosi di squadrismo, ma a ben pensarci si può anche immaginare il perché) dal presidente di turno Ignazio La Russa. Una cosa gravissima”. Per il deputato dei 5 stelle Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera, quelle di palazzo Madama sono “scene da ventennio quelle che abbiamo visto oggi in Senato. Rigurgiti in stile squadrista all’interno di un’aula parlamentare sono intollerabili. Piena solidarietà al ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà”.

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