Il primo accordo è raggiunto, probabile preludio all’ingresso in giunta con l’assegnazione a un esponente pentastellato dell’assessorato al Welfare, rimasto vacante quando Michele Emiliano ha composto la sua squadra. In Puglia il centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle si stringono la mano e annunciano in aula, durante la prima seduta del Consiglio regionale, l’intesa su presidenza e vice-presidenza dell’assise. La poltrona più alta del Consiglio va a Loredana Capone, ex assessora e prima donna a ricoprire la carica, la vicepresidenza è di Cristian Casili, consigliere regionale pentastellato rieletto.

L’annuncio della fumata bianca ha provocato l’irritazione di un pezzo del Movimento – che sottolinea “non siamo entrati in maggioranza” – e di Antonella Laricchia, sfidante di Emiliano e ultima barricadera del “no”. La consigliera, intervenendo durante la seduta, ha parlato di “errore” e “tradimento” nei confronti degli elettori pugliesi. “State sbagliando tanto”, ha ripetuto commossa contestando l’intesa ‘firmata’ da Casili e dai colleghi Rosa Barone, alla quale dovrebbe andare l’assessorato al Welfare, Marco Galante e Grazia Di Bari, capogruppo e volto che ha annunciato il via libera insieme al capogruppo dem Filippo Caracciolo. L’ultima parola all’ingresso in giunta spetterà in realtà agli attivisti che voteranno sulla piattaforma Rousseau, ma oggi è stata posta una prima pietra all’intesa politica.

“Abbiamo parlato con il capo politico Vito Crimi ieri, senza il via libera dei vertici è chiaro che non avremmo fatto nulla”, spiega all’Adnkronos la consigliera Barone. “Ma l’accordo – sottolinea – non è stato ancora siglato. La base dovrà esprimersi su Rousseau, oggi sono stati votati solo i ruoli di garanzia. Siamo all’inizio di un percorso: saranno gli iscritti a decidere”. Ma quando si terrà la consultazione sulla piattaforma? I tempi sono ancora incerti, spiega la consigliera, favorevole all’intesa col Pd: “Ieri c’è stata una call con Crimi, abbiamo il supporto dei vertici, che hanno giudicato opportuno tutto questo. Senza di loro non ci saremmo mai mossi. Crimi ci ha appoggiato dall’inizio, la nostra non è una scelta personale. Noi abbiamo accettato la sfida di Emiliano (che ha ringraziato sia Crimi che il premier Conte, ndr) perché il M5S ha la stessa visione”.

Sulle lacrime di Laricchia, Barone dice: “Antonella ha un’altra visione. Ci ha chiamati traditori ma evidentemente è nervosa. Non ci sono buoni o cattivi. La situazione non è facile per nessuno. E comunque, se il voto su Rousseau dovesse bocciare l’accordo noi torneremmo all’opposizione”. Fonti M5s, tuttavia, puntualizzano: “Anche il M5S oggi ha aperto alla collaborazione con la giunta Emiliano puntando su temi e programmi per dare risposte concrete ai cittadini, ma questo non significa entrare in maggioranza. Svolgere il ruolo di opposizione in modo costruttivo e non solo antagonistico è un segno di maturità in un momento nel quale l’Italia ha più bisogno che mai di coesione”.

Capone è stata eletta con 32 voti, quindi con oltre i 29 a disposizione della maggioranza di centrosinistra. Le schede bianche sono state 18, uno il voto ritenuto nullo. Il centrodestra, durante le indicazioni di voto, ha annunciato la propria astensione lamentando la mancata interlocuzione, il M5S invece non ha dichiarato le proprie intenzioni. Il gruppo ha in parte votato con la maggioranza in virtù dell’accordo. L’intesa sulla presidenza arriva dopo un lungo dibattito, che ha coinvolto anche i vertici nazionali del Movimento, dopo il no alla corsa elettorale insieme per il veto degli esponenti pugliesi, guidati dall’ex ministra Barbara Lezzi e da Alessandro Di Battista. L’ex deputato si era speso in prima persona tornando a tenere un comizio per la conclusione della campagna elettorale di Laricchia. La scelta di correre in solitario non era stata premiata dagli elettori, con Laricchia lontanissima dalla possibilità di competere con Emiliano e Raffaele Fitto, che dopo la sconfitta ha comunicato durante la prima seduta le sue dimissioni da consigliere regionale.

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