Si aprono le porte del carcere per Nikos Michaloliakos, il leader della formazione di estrema destra greca Alba Dorata condannato nei giorni scorsi a 13 anni per “aver guidato un’organizzazione criminale”. L’ordinanza di carcerazione è stata decisa dalla Corte penale di Atene, dopo le sentenze che hanno riguardato non solo Michaloliakos, 62enne negazionista e ammiratore del nazismo, ma altri vertici dell’organizzazione, tra cui anche Yorgos Roupakias che dovrà scontare l’ergastolo per l’assassinio del rapper antifascista Pavlos Fyssas, nel 2013, davanti a un bar nel suo quartiere, Keratsini, alla periferia ovest della capitale.

In totale, sono arrivate condanne per una cinquantina di quadri e membri della formazione xenofoba dopo un processo durato cinque anni e mezzo. Nel giorno della sentenza di colpevolezza, in 15mila si sono ritrovati fuori dal tribunale per chiedere una condanna ed esultando appena saputo della sentenza della Corte d’appello di Atene. Dopo il verdetto sono scoppiati scontri davanti al palazzo di giustizia tra polizia e manifestanti: gli agenti hanno usato gas lacrimogeni a un cannone ad acqua per disperdere un gruppo di dimostranti che ha attaccato la polizia con bombe molotov ai margini della manifestazione. “La gente vuole i nazisti in prigione”, si leggeva su numerosi cartelli.

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