Trecentosessantadue casi in Liguria, 269 nella sola Asl di Genova, l’ospedale San Martino che riapre un reparto Covid. E così Regione e Comune decidono di intervenire: dal mezzogiorno di giovedì, nel capoluogo ligure scattano alcune misure più restrittive rispetto a quanto previsto dal Dpcm firmato nella notte tra lunedì e martedì da Giuseppe Conte. Alcune norme riguarderanno tutta la città, altre specifiche zone, compreso il centro storico, nelle quali il contagio corre particolarmente veloce. “Vietiamo l’assembramento 24 ore su 24”, spiega il sindaco Marco Bucci, in alcune aree ben definitive: “Centro storico, la parte bassa di Sampierdarena, Cornigliano e Certosa-Rivarolo che sono le zone dove l’incidenza del contagio è più alta”.

Tradotto: “Questo significa che non si può sostare con altre persone in un posto, ed è esattamente lo stesso tipo di divieto introdotto alla Spezia qualche settimana e che abbiamo visto aver dato i suoi frutti”, ha detto il sindaco. “In questi stessi quartieri – ha aggiunto – è disposta la chiusura dei circoli pubblici e privati. Strada per strada definiremo l’area dove sarà applicata l’ordinanza entro domattina (giovedì, ndr) alle 12 ma con il passare dei giorni definiremo ulteriormente le zone in funzione del riscontro dai test”. L’ordinanza durerà 29 giorni, in corrispondenza della scadenza del Dpcm con le norme a livello nazionale.

Alcune norme riguarderanno alcuni quartieri, altre tutta la città. Sull’intero territorio genovese è ordinata la chiusura delle postazioni di vendita al dettaglio nei locali attraverso distributori automatici: “Sono i negozi cosiddetti h24 – ha detto Bucci – ed è inibita per ogni genere merceologico, e questo perché sono posti di ritrovo senza possibilità di controllo degli assembramenti e perché possono facilitare il contagio attraverso i distributori stessi, che non vengono sanificati dopo ogni uso”. Inoltre l’ordinanza stabilisce, sempre per tutta la città, la chiusura di esercizi di alimentari di vicinato dalle 21 alle 8. “Possono restare aperti solo se sarà garantito che non vendano alcolici in alcuna forma e gradazione e potranno fare attività di consegna a domicilio”, continua il sindaco. Verranno chiuse in tutta la città anche le sale gioco. “C’è necessità di collaborazione da parte di tutti perché la situazione non è simpatica – ha aggiunto il sindaco – ma sono certo che ci sarà collaborazione da parte di tutti i genovesi e sono convinto che riusciremo a vincere questa battaglia”.

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