Anche se annunci di case in vendita a 1 euro o poco più sono ormai frequenti, trovarsi di fronte a un’offerta simile genera sempre stupore e un pizzico di perplessità: sarà un vero affare? O dietro si nasconde qualcosa? A rassicurare gli scettici ha pensato recentemente Immobiliare.it con un articolo del suo blog, nel quale ha spiegato che l’iniziativa è davvero interessante e vantaggiosa, ma bisogna prestare attenzione alle clausole.

Il comune come garante

Case in vendita a 1 euro si trovano ormai in tutta Italia, da Nord a Sud, isole comprese. Più spesso sono situate nei piccoli borghi dell’entroterra che tanto ci invidiano all’estero (e infatti l’iniziativa riscuote moltissimo successo fra gli stranieri) come Ollolai in Sardegna e Gangi in Sicilia, anche se non mancano esempi di città che offrono a cifre simboliche immobili del centro storico: ultima in ordine cronologico è stata Taranto, il cui bando per la vendita di 7 case si chiuderà a novembre. A chi appartengono queste proprietà e chi ci guadagna dalla vendita? La prima risposta è: privati cittadini che non possono o non vogliono accollarsi spese di ristrutturazione e tasse varie. Quindi cedono la proprietà al comune che si occupa della vendita, segnalando l’iniziativa sul proprio sito web. Quanto alla seconda domanda… tutti. Il comune perché in questo modo guadagna nuovi abitanti che pagano le utenze ed evitano lo spopolamento del paese; il precedente proprietario perché nel momento stesso in cui affida la vendita al comune si solleva dagli oneri legati alla titolarità del bene; e l’acquirente perché compra casa a una cifra irrisoria.

Attenzione al bando

Sembra ancora troppo bello per essere vero? E infatti ci sono alcuni dettagli a cui prestare attenzione. In primo luogo le case oggetto della vendita “promozionale” non sono in buono stato, ma richiedono interventi di manutenzione, come spiegano le stesse schede informative disponibili online. Gli interventi inoltre non sono consigliabili, ma obbligatori, e anche da effettuare in tempi rapidi: chi compra ha un anno per redigere il progetto, 2 mesi per iniziare i lavori una volta approvato e 3 anni per portarli a termine. Il comune spesso richiede anche una polizza fideiussoria di 5 mila euro come garanzia, da restituire a fine riqualificazione. Altro particolare importante: tra coloro che rispondono al bando di solito si accetta o comunque si privilegia chi ha intenzione di trasferire la residenza nella nuova casa e di avvalersi di mano d’opera locale per gli interventi di riqualificazione.

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