Niente lockdown generale perché “non sarebbe la strada giusta, ma allo stesso tempo non possiamo lasciare che la malattia faccia il suo corso: ciò porterebbe a molte morti e il sistema sanitario sarebbe sopraffatto”. Esclude la chiusura totale come accaduto la scorsa primavera Boris Johnson, ma davanti al parlamento britannico annuncia la decisione di introdurre un lockdown con “tre livelli” di gravità delle restrizioni a seconda delle zone del Regno. Liverpool – che ha uno dei più alti tassi di infezione del Paese, con oltre 600 casi ogni 100mila abitanti – sarà inserita in quello più alto: vietati gli incontri nelle case e tutti i pub e i bar saranno chiusi. Inoltre saranno chiusi palestre, centri ricreativi, negozi di scommesse e i casinò. Negozi al dettaglio, scuole e università rimarranno aperti, ha specificato Johnson.

La decisione arriva nel pieno della seconda ondata, con la curva dei contagi nel Regno Unito che continua a peggiorare: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 13.972 nuovi contagi, per un totale di 617.688 casi dall’inizio della pandemia e 50 decessi, per un totale di 42.875 vittime. E a preoccupare fin da ora – come anche a Parigi – sono i ricoveri: le persone entrate in ospedale per Covid-19 sono di più ora che prima dell’adozione del lockdown a marzo, ha detto il direttore dell’Nhs, il servizio sanitario nazionale, Stephen Powis, che sottolinea come ci sia un forte aumento degli ospedalizzati tra gli over-65, in particolare gli over-85. E a esprimere preoccupazione per l’aumento dei ricoveri in Francia e Gran Bretagna è l’Oms, che ha anche ricordato che “la stragrande maggioranza delle persone nella maggior parte dei Paesi rimane vulnerabile al coronavirus”. Inoltre, ha aggiunto, nella maggior parte dei Paesi meno del 10% della popolazione è “stata infettata dal Covid-19”.

Le restrizioni – Il livello ‘medio’, ha spiegato Johnson, coprirà la maggior parte del Paese. Prevederà le regole attuali, vale a dire il limite di massimo sei persone per le riunioni e la chiusura alle 22 per i pub. Il livello di allerta ‘alto’ coprirà la maggior parte delle aree soggette alle attuali restrizioni: le persone non potranno incontrare altre famiglie in posti al chiuso. Il Nottinghamshire e il Cheshire orientale e occidentale saranno compresi in questo livello. Al livello di allerta ‘molto alto’ saranno vietati gli incontri in casa e tutti i pub e i bar saranno chiusi. Inoltre saranno chiusi palestre, i centri ricreativi, i negozi di scommesse e i casinò. Johnson ha spiegato di avere concordato con la regione della città di Liverpool che questa entrerà in quest’ultimo livello.

Per Johnson le ulteriori restrizioni aiuteranno a salvare vite e proteggere il sistema sanitario allo stesso tempo, tenendo in moto l’economia ed evitando danni all’istruzione dei bambini e dei ragazzi. Negozi al dettaglio, scuole e università rimarranno aperti, ha specificato Johnson. “Non è così che vogliamo vivere le nostre vite – ha detto – ma questo è il sentiero stretto che dobbiamo percorrere”, evitando da un lato “il trauma sociale ed economico di un blocco totale” e dall’altro “l’enorme costo umano, e anche economico, di un’epidemia incontrastata”. Parti dell’Inghilterra settentrionale, Scozia, Galles e Irlanda del Nord sono già soggette a restrizioni locali.

L’aumento dei ricoveri Powis ha lanciato l’allarme sul fatto che i ricoveri “stanno aumentando molto rapidamente” nelle aree con i livelli di infezione più alti, come nel nord-ovest, e ha detto di aspettarsi un ulteriore aumento, evidenziando che il bilancio delle vittime sarà “troppo grande da sopportare” se le nuove restrizioni governative non avranno un impatto significativo. “Non esiste ancora una cura, né un vaccino per il Covid-19. Ciò significa purtroppo che con l’aumentare del numero degli infetti, aumenterà anche il numero di persone che muoiono ed è per questo che il governo sta esaminando quali altre misure potrebbero essere introdotte nelle aree in cui l’infezione è in aumento”, ha spiegato.

Russia – 13.592 nuovi casi di Covid-19, uno dei dati più preoccupanti dall’inizio dell’emergenza sanitaria, e altri 125 decessi. Il bollettino riportato dall’agenzia Tass parla di un totale di 1.312.310 contagi con 1.024.235 persone guarite e 22.722 decessi. Secondo i dati ufficiali nelle ultime 24 ore solo a Mosca sono stati diagnosticati 4.395 nuovi casi. Ieri la Russia aveva segnalato un record di 13.634 casi in 24 ore e 149 morti.

Cina – Le autorità sanitarie cinesi hanno disposto tamponi di massa nei prossimi cinque giorni per gli oltre nove milioni di abitanti di Qingdao, città sulla costa dove nel fine settimana si sono registrati una decina di casi di coronavirus legati a un focolaio in un ospedale. Oltre 140mila impiegati nella sanità sono stati immediatamente sottoposti a tampone dopo che sono emerse le prime positività. Recentemente la Cina ha confermato solo casi di Covid-19 importati dall’estero.

Israele – Una rete di volontari ortodossi è impegnata da mesi, all’insaputa delle autorità sanitarie israeliane, nella cura a domicilio di centinaia di malati medio-gravi di coronavirus nelle località popolate esclusivamente da ebrei ortodossi. Si tratta della fascia della popolazione che ha aspramente contestato le misure di contenimento del contagio, che imponevano anche restrizioni alle loro funzioni religiose.

Intervistato dalla rete televisiva commerciale Canale 12, un membro dell’associazione ha affermato che dall’inizio della pandemia sono stati curati a domicilio circa duemila malati. Di essi, solo il 10-15 per cento sono stati poi ospedalizzati, mentre per gli altri le guarigioni sono state “il 99 per cento”. Per molti malati, ha spiegato, era importante evitare a tutti i costi il ricovero in ospedale. Al momento, ha aggiunto, i malati assistiti in casa sono diverse centinaia.

L’organizzazione dispone di centinaia di erogatori di ossigeno e di decine di apparecchi per la rilevazione dell’ossigenazione del sangue. Lo stretto contatto con la famiglia “aiuta molto i malati a ristabilirsi”, secondo i membri della rete. L’emittente ha rilevato tuttavia che i loro familiari non sembrano disporre di protezioni adeguate, e si espongono dunque al rischio di essere contagiati a loro volta.

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