Aveva creato un account Instagram da 20mila follower che aveva chiamato “SpaghettiPolitics” e in cui spiegava principalmente la politica italiana a chi la seguiva dall’estero, scrivendo post in italiano e inglese. In uno dei suoi ultimi interventi Michela Grasso, aspirante giornalista di 21 anni di Gallarate, era intervenuta sulla questione dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte, sostenendo che si dovesse intervenire per risolvere il problema “eliminando la cultura fascista”. A condividere il suo pensiero e il post, tra i tanti, c’è stata nientemeno che l’influencer Chiara Ferragni, che in men che non si dica ha fatto schizzare l’account della 21enne a oltre 70mila nuovi follower. Un’esplosione che, però, per la giovane che studia ad Amsterdam è durata poco tempo. Degli hacker, infatti, poco dopo il repost di Ferragni si interessano al profilo, riescono a inserirsi nell’account e lo cancellano. Ora la ragazza chiede aiuto a Instagram e denuncia: “Non vigila sulle truffe così ho perso il lavoro di due anni”.

“Dopo il repost di Chiara Ferragni e l’impennata di follower (da 20mila a 70mila in 2 giorni) avevo chiesto a Instagram di ottenere le spunte blu – racconta la ragazza alla Repubblica – Poche ore dopo mi è arrivato un messaggio da un account uguale a quello di Instagram che mi chiedeva di confermare la mia identità cliccando su un link. Anche il sito a cui rimandava sembrava affidabile e invece mi hanno rubato i dati e hanno cancellato tutti i miei account. Ho perso tutto il lavoro di due anni, la community creata con i follower e anche i messaggi con mia nonna, la cosa che mi fa più male”.

Senza perdersi d’animo, però, la giovane ha subito provato a contattare la piattaforma, per renderla nota di quanto successo. Ma dall’altra parte, lamenta, “non ho ricevuto alcuna risposta”. Intanto la ragazza ha deciso di aprire un altro account, “spaghettipoliticsreal_” che ha già riguadagnato molta della notorietà, dato che al momento conta quasi 60mila follower. Sulla questione è intervenuta anche la stessa Ferragni, che ha risposto all’appello di un amico della 21enne su Twitter chiedendogli di farsi inviare un’email, dato che avrebbe provato lei stessa a contattare Instagram.

Per quanto riguarda il movente del gesto, invece, Michela Grasso non ha dubbi: “La tempistica non può essere casuale, è accaduto proprio per il clamore suscitato dal post sull’omicidio di Willy sotto al quale c’erano moltissimi commenti offensivi e insulti sessisti. Ma di solito, quando rubano un account, lo riutilizzano, lo vendono per guadagnarci soprattutto se ha molti follower, invece il mio è stato eliminato. Questo mi fa pensare che a qualcuno abbia dato fastidio la mia presa di posizione condivisa da vip e non”. Per la giovane, però, il problema non è solo di chi compie queste truffe ma anche dei social network, che accusa di negligenza: “Instagram potrebbe rilasciare linee guida e aggiornare il suo sito con tutte le truffe possibili, informazioni che si trovano invece su altri portali. E potrebbe guardare con più attenzione le segnalazioni che arrivano perché tutte sembrano rispettare gli standard della community e invece ci sono decine di dannose truffe”.

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