Liliana Segre, 90 anni il 10 settembre, è sempre stata attiva sia in politica che con i suoi racconti affinché si raccontasse l’Olocausto, per non dimenticare una delle pagine più tremende della nostra storia. La Segre è una delle superstiti dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana, il 19 gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al momento vive sotto scorta dopo aver ricevuto messaggi pesantissimi di odio e relative minacce. La senatrice è impegnata con la speciale Commissione contro l’odio. “Antisemitismo e razzismo ci sono sempre. Semplicemente in alcuni momenti è più facile che riemergano. – ha spiegato in una intervista a Il Corriere della Sera – Certo, se torna la paura dell’altro, demonizzato come untore nella sana Europa, e ci si abitua a pensare che ci sono uomini forti a cui affidarsi, allora molto tranquilli non possiamo stare. Ci sono state città che hanno fatto barricate per poche decine di disgraziati arrivati dal mare”.

La Segre ha anche detto la sua su come il cinema abbia trattato il tema dell’Olocausto con alcuni distinguo. Inevitabile commentare due tra i film che hanno colpito l’opinione generale, conquistando anche alcuni premi Oscar: “La vita è bella” e “Schindler’s List – La lista di Schindler”. “La vita è bella di Roberto Benigni non è un brutto film, ma non è realistico. – ha affermato – Nessun bambino sarebbe potuto restare nascosto nel lager. Nessuna poteva comunicare con un altoparlante in un campo di sterminio. I bambini andavano subito al gas oppure erano vittime di terribili esperimenti. Benigni avrebbe dovuto dire che si trattava di una favola”. Per quanto riguarda la pellicola, diretta da Steven Spielberg, Premio Oscar nel 1994, la Segre ha dichiarato: “Le comparse erano tutte belle ragazze, in carne. Noi eravamo scheletri. Ed è inverosimile che Schindler potesse far scendere dal treno un ebreo già chiuso dentro. Ricordo che andai a una prima con le scuole, all’ Odeon di Milano (…) nella scena in cui il nazista spara dal balcone, si levò un applauso. Fu terribile. Non ressi e me ne andai. Rividi ‘Schindler’ s List’ più avanti, alle due del pomeriggio, in un cinema semivuoto. Per fortuna, grazie alle mie testimonianze, ho trovato altri ragazzi, con bravissimi insegnanti, che nel tempo hanno mostrato un ben diverso atteggiamento. A volte dopo anni mi incontrano e ricordano dettagli del mio racconto. Anche se fosse solo per uno di loro, ne è valsa la pena”.

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