“È giusto alleviare la sofferenza delle aragoste, le ho sentite gridare“. Lo chef ed ex giudice di Masterchef Giorgio Locatelli entra nel dibattito che in questi giorni sta tenendo banco nel Regno Unito e che ruota proprio attorno ai crostacei. I veterinari della British Veterinary Association hanno infatti lanciato un appello ai cuochi affinché adottino un sistema meno “barbarico” per cucinare aragoste, granchi, gamberi e altri crostacei senza farli soffrire. I medici chiedono di stordire gli animali e non gettarli vivi nell’acqua bollente, come avviene oggi. A supporto della loro richiesta portano diverse ricerche, come quella del professor John Elwood dell’Università di Belfast pubblicata sul Journal of Experimental Biology, che hanno dimostrato come questi animali subiscano una lenta agonia prima di morire. La loro proposta è di approfondire la ricerca sui nuovi metodi sicuri e “umani” per stordire questi animali con una piccola scarica elettrica, quasi impercettibile, prima di ucciderli.

“Non solo anestetizzarle è più umano, ma migliora la qualità della carne. Qualche anno fa mia moglie ha visto un nostro cuoco buttare un’aragosta viva nell’acqua bollente e mi ha quasi chiesto il divorzio. Da quel momento utilizziamo una macchina speciale”, ha detto Locatelli al Daily Mail. Lo chef già utilizza nel suo locale londinese il Crustastun, un metodo messo a punto in collaborazione con l’Università di Bristol da un amante delle aragoste: si tratta di un macchinario, che costa circa 2500 euro che segue un procedimento brevissimo e lascia la polpa molto morbida.

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