In una delle giornate calcistiche più clamorose di questo periodo che si inserisce tra la fine di una stagione assurda e l’inizio di un’altra piena di incognite, arriva la notizia della conferma di Antonio Conte sulla panchina dell’Inter, o come hanno preferito leggerla altri, il benestare di Conte al progetto dell’Inter. Punti di vista insomma.

Situazione molto intricata in realtà.

Fatto sta che questa faccenda ha preso i lineamenti di una storia d’amore, con tutte le sfaccettature positive e negative del caso.

A proposito di punti di vista contrastanti, la scelta ne offre due molto interessanti. Uno lo leggete di seguito, l’altro qui.

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di Roberto Gennari

Antonio Conte e l’Inter proseguono, ma la prosecuzione del loro rapporto è un protrarsi di un amore che ha palesemente qualcosa che non va, come certe relazioni in cui due persone incompatibili non riescono a scrivere la parola fine.

È una storia sbagliata perché Antonio sperava in cuor suo di vincere qualcosa al primo anno, come gli era già successo a Bari (promosso in A alla sua prima stagione “intera”), a Siena, alla Juventus, al Chelsea. Coi nerazzurri non ce l’ha fatta, non andandoci troppo lontano né in campionato, dove dopo un inizio strabiliante i punti preziosi sono stati persi negli scontri diretti e in sfide tutto sommato alla portata, né in Europa League, dove si è inchinato solo al Siviglia nel finale.

Ma non sono i risultati sul campo a dirci che Conte ha fatto la scelta sbagliata a restare, e l’Inter a tenerlo.

La scelta è sbagliata perché Conte nel finale di stagione ha denigrato l’operato dei propri giocatori (“paghiamo solo errori individuali”, prima della gara col Torino) e perché ha fatto capire che non era soddisfatto dell’operato della società (“non voglio passare un altro anno così” dopo la finale persa col Siviglia), nonostante l’acquisto di Lukaku a inizio stagione e gli arrivi di Eriksen e Young a gennaio.

Troppi motivi di scontro per restare insieme, è una storia d’amore nata col piede sbagliato, e lasciarsi più avanti sarà solo più doloroso.

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