In Mali è in corso un colpo di Stato ad opera di una fazione dell’esercito. Dopo le notizie su colpi d’arma da fuoco esplosi nel pomeriggio in una caserma vicina alla capitale Bamako, uno dei capi militari ammutinati ha annunciato che il presidente e il primo ministro sono stati arrestati: “Il presidente Ibrahim Boubacar Keita e il premier Boubou Cisse sono sotto il nostro controllo”, ha detto uno dei leader dei militari, che è voluto rimanere anonimo, precisando che i due sono stati arrestati nella residenza di Keita, a Bamako. Versione confermata anche dal governo che parla di un gruppo di “soldati ribelli”. Immediata la condanna del presidente francese Emmanuel Macron, così come quella dell’Unione europea che rifiuta “ogni cambiamento anti-costituzionale” che “non può essere in nessun caso una risposta alla profonda crisi socio-politica che sta spaccando il Paese”, ha scritto su Twitter l’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell. Riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Un altro funzionario dell’esercito ha detto che Keita e Cisse si trovano su un veicolo blindato diretto a Kati, la città vicino alla quale si trova la base militare dalla quale è partito l’ammutinamento. Notizie confuse, ancora, così come quelle circolate nel pomeriggio, quando un portavoce militare, citato dalla Bbc, ha detto che sono stati sparati colpi d’arma da fuoco in una caserma nei pressi della capitale, con la sede della televisione nazionale (Ortm) che è stata evacuata. A quel punto, l’ambasciata norvegese aveva fatto sapere di aver ricevuto informazioni secondo cui i militari erano diretti verso la capitale, mentre la sede diplomatica francese ha consigliato ai suoi cittadini di rimanere in casa. “In considerazione degli sviluppi odierni della situazione, si raccomanda a tutti coloro che si trovino a Kati e a Bamako di rimanere in casa”, ha scritto invece su Facebook l’ambasciata italiana a Dakar.

“Questa mattina, alcuni militari arrabbiati hanno preso le armi alla base di Kati e hanno sparato in aria. Erano parecchi e molto nervosi“, ha detto all’Afp un medico dell’ospedale locale, a circa 15 chilometri dalla capitale e dove nel 2012 fu condotto un altro colpo di Stato. Una fonte del ministero maliano della Difesa aveva fatto sapere: “Seguiamo attentamente la situazione. I vertici militari sono in contatto con le truppe, una dichiarazione ufficiale seguirà in giornata”, senza però parlare di ammutinamento che viene invece evocato dai paesi della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas) in un comunicato in cui si esortano “tutti i soldati a rientrare subito nelle caserme”.

Macron ha condannato il tentativo di golpe e ne ha discusso con il presidente nigerino, Mahamadou Issoufou, l’ivoriano Alassane Ouattara e il senegalese Macky Sall esprimendo “il suo pieno sostegno agli sforzi di mediazione dell’Ecowas“. L’Eliseo ha fatto sapere che il capo di Stato francese “segue da vicino la situazione e condanna il tentato ammutinamento in corso”. Anche il presidente della Commissione dell’Unione Africana (UA), Moussa Faki Mahamat, ha condannato “con forza” gli arresti: “Condanno fermamente l’arresto del presidente, del primo ministro e degli altri membri del governo maliano e chiedo il loro rilascio immediato”, ha scritto sul suo account Twitter.

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