Una telefonata di Beppe Grillo al capo politico Vito Crimi e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per confermare l’appoggio alla candidatura di Ferruccio Sansa alla guida della Regione Liguria. Così il garante del M5s ha chiuso i retroscena avanzati da Repubblica circa uno “stop” alla scelta, in tandem con il Pd, del giornalista del Fatto Quotidiano come sfidante di Giovanni Toti. In serata è quindi arrivato un post del Blog delle Stelle a confermare che “il candidato presidente del MoVimento 5 Stelle e della coalizione di centrosinistra per la presidenza della Regione Liguria sarà Ferruccio Sansa”. In mattinata, invece, era stato già Crimi a confermare che sul sostegno “non c’è alcun dubbio da parte di nessuno nel Movimento” liquidando l’ipotetico tandem Grillo-Di Maio per frenare l’accordo con i dem sul suo nome.

Una chiamata, quella riportata da Repubblica, che mal si concilia con il “mi piace” che, sempre giovedì, l’ex-capo politico del Movimento ha accordato con il suo profilo personale a un post del parlamentare M5s Francesco Silvestri con il quale rilanciava la candidatura di Sansa. Mentre Grillo, vicino di casa di Sansa, approfitta della circostanza per fare del sarcasmo caricando sul suo blog il “listino prezzi” per “interviste e foto per l’anno in corso e per il 2021”, tarda ad arrivare una smentita ufficiale del ministro degli Esteri.

Certamente non mancano pretesti per giustificare motivi di attrito personale, risalenti alle critiche non risparmiate da Sansa al Movimento nell’ambito del suo lavoro giornalistico su Fatto Quotidiano, in particolare in occasione della vicenda Cassimatis. Vicenda che per altro coinvolse anche l’attuale portavoce grillino in Comune, Luca Pirondini, che dal canto suo risponde chiaramente sulla polemica circa l’opportunità di candidare una figura ‘realmente’ indipendente: “Certo, Sansa ha scritto male del M5S come del Pd. Avrà sicuramente scritto cose giuste oppure sbagliate, ma non siamo noi quelli che difendono la stampa libera?”.

I dubbi sull’opportunità di candidare un giornalista che in questi anni non ha lesinato critiche (anche) ai principali azionisti dello schieramento che lo sostiene non rappresentano certo una novità di oggi, ma rappresentano esattamente l’elemento che ha fatto propendere verso la sua candidatura per lanciare un segnale di cambiamento e tentare di prediligere i contenuti programmatici alle dinamiche di partito: “Ferruccio Sansa è il candidato alla presidenza della Regione Liguria di tutto il Movimento 5 Stelle. La sua scelta è frutto di una lunga riflessione interna e di un grande confronto – ha ribadito in questa direzione il sottosegretario ai Trasporti Roberto Traversi – Abbiamo la massima fiducia in lui e con lui, uniti, siamo sicuri di poter vincere”.

Nel post che ufficializza l’appoggio alla candidatura, i 5 stelle definiscono Sansa come “un giornalista che ha sempre dimostrato una passione e rispetto per la sua terra: il suo lavoro e le battaglie che ha condotto lo dimostrano. La sua candidatura esprime la chiara volontà di mettere al centro la società civile, i cittadini liguri, i loro diritti ed esigenze, così da liberare finalmente questa terra da coloro che in questi anni hanno avuto il solo obiettivo di mantenere e rafforzare il proprio potere. E ancora oggi, purtroppo, realtà che appartengono al passato continuano ad imporre il loro volere, grazie al sostegno dell’attuale amministrazione regionale. La Liguria non merita questo. Merita una guida che con impegno, concretezza e senso di responsabilità possa ridarle quella dignità e quel futuro che le sono stati negati fino ad oggi. A Sansa spetta ora il compito di condurre questa battaglia”.

Intanto, sempre nella giornata di giovedì, Toti ha voluto strizzare l’occhio all’ala di Italia Viva più vicina alla destra offrendo le sue “condoglianze” al centrosinistra per la candidatura di Sansa (“una figura agli antipodi rispetto alla mia”). Da parte sua Sansa, nel salutare i lettori dalle pagine del Fatto di oggi ha scritto come sia stata “l’immagine dei malati di cancro costretti a lunghe trasferte in bus perché la Regione Liguria non ha investito per comprare gli apparecchi per la radioterapia e invece ha speso un milione e mezzo in pubblicità istituzionale” a spingerlo definitivamente ad accettare di mettersi in gioco nella sfida elettorale.

Se le schermaglie tra i principali contendenti sono iniziate, venerdì sera si dovrebbe capire se ci sarà anche un quarto candidato, oltre a Ferruccio Sansa, Giovanni Toti e Alice Salvatore (fuoriuscita dal M5s in polemica con l’alleanza giallorossa). Italia Viva, che osserva il diktat di Matteo Renzi sulla figura del giornalista, dovrà ora capire se l’ex-preside di Ingegneria Aristide Massardo, fino all’ultimo speranzoso di poter rappresentare la coalizione tra campo progressista e Movimento 5 stelle, sia disponibile a presentarsi con loro rischiando di fare un assist alle destre o dovranno candidare un’altra figura, che potrebbe essere l’ex-assessore (pentita) della giunta leghista di Genova Elisa Serafini.

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