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Ultimo aggiornamento: 21:45 del 8 Luglio 2020

Dl Semplificazioni, Ance: “Bene su abuso ufficio e danno erariale, ma manca snellimento procedure”. Chigi: “Intervenuti anche su tempi”

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“Per aver avere le autorizzazioni di tutti gli enti preposti a un progetto l’Anas impiega 5 anni di media”. Inizia così la relazione introduttiva del Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, Gabriele Buia, all’indomani dell’approvazione del ‘Decreto Semplificazioni’ durante il convegno web “Il coraggio di semplificare”. Per Buia “le opere per le lo più sono bloccate per le procedure a monte dell’assegnazione degli appalti e purtroppo – spiega – non vedo in questo decreto una presa di posizione concreta per snellire quelle procedure”. “È corretto dire che l’attenzione non deve essere solo sull’affidamento – replica il Segretario generale della Presidenza del Consiglio, Roberto Chieppa – ed infatti nel decreto semplificazioni s’interviene anche sui tempi della V.I.A. (la valutazione impatto ambientale, ndr) che sta a monte della procedura – e concorda sullo snellimento delle procedure richieste da ANCE – che non comportino rischi sotto il profilo della corruzione, ma anzi siano un antidoto perché essa si annida dove le regole sono complesse”.

Ance plaude all’iniziativa del governo sull’attenuazione dell’abuso d’ufficio e sul danno erariale, ma poi manifesta insoddisfazione: “C’è un grande assente in questo Decreto Semplificazioni: le città, le tematiche relative alla rigenerazione urbana”. “Con lo strumento della decretazione d’urgenza tutto non si poteva fare, anche per limiti tecnici – replica Chieppa – auspico che questo decreto che non risolve tutti i problemi del Paese, possa contribuire a un cambio anche culturale nella burocrazia italiana”. Il segretario di Palazzo Chigi, poi, sottolinea il cambio di passo nel campo della digitalizzazione. Secondo il vicepresidente dell’Ance, Edoardo Bianchi, però ci saranno difficoltà nel “digitalizzare il sistema Paese”, la cui efficienza “non è certa in questa prima fase”, visto che “l’età media 50,7 anni, con il 16,9% che ha più di 60 anni e solo il 3% di essa ha meno di trent’anni. Se noi non investiamo su una Pubblica amministrazione più giovane, più fresca utilizzare gli strumenti della digitalizzazione risolveremo soltanto metà del problema. i problemi”. Per Buia “la politica deve essere più coraggiosa”. La vera causa del rallentamento, però, conclude l’Ance “non è la burocrazia”, “ma il legislatore, chi siede al parlamento”. “Le semplificazione – conclude Chieppa – potranno essere un tassello molto importante che non si può esaurire in un decreto legge ma richiede un’attività continua da svolgere al livello amministrativo”.

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