Sono rimasti oltre un sifone, un passaggio allagato, che si è riempito d’acqua quando si trovavano a circa 70 metri dall’ingresso. Uno speleologo è morto e gli altri due colleghi sono stati tratti in salvo dopo essere rimasti bloccati in una grotta a circa due chilometri dal centro abitato di Roccamorice, alle pendici della Majella, in Abruzzo.

Due speleologi sono stati tratti in salvo sabato sera: entrambi di Ancona, sono stati trasportati dal 118 all’ospedale di Pescara per accertamenti. Sono estremamente provati, ma in buone condizioni fisiche. Questa mattina invece il Cnsas ha dato la notizia della morte del terzo uomo, originario di Chieti: “Il Soccorso Alpino e Speleologico, con il supporto dei vigili del fuoco, ha estratto da poco la salma dalla grotta, non appena il livello dell’acqua ne ha permesso il recupero”, si legge su Twitter.

Il gruppo, che tra l’altro aveva allestito un piccolo campo per le esplorazioni, era composto da cinque persone. A lanciare l’allarme sono stati un uomo e una donna che erano all’esterno della grotta e che si sono subito accorti che c’era stata una piena. Il Soccorso Alpino, arrivato sul posto, ha trovato nella cavità diverse parti strette ed allagate: i soccorritori hanno iniziato a lavorare con le idrovore per togliere l’acqua dai sifoni.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sperlonga, tromba d’aria sulla spiaggia: ombrelloni e lettini volano via. Danni a uno stabilimento – Le immagini

next
Articolo Successivo

Alta velocità a Reggio Calabria, il treno delle beffe

next