di Ivana Arena

Sono ostetrica da quasi vent’anni, ho lavorato otto anni in sala parto in due grandi ospedali romani e dal 2011 faccio libera professione occupandomi prevalentemente di parto extra-ospedaliero. Sono autrice del libro Dopo un cesareo, del documentario Nascita…non disturbare e Presidente della Casa Maternità Zoè. Mi sono occupata spesso di divulgazione nel mio settore partecipando a qualche trasmissione televisiva e rilasciando consulenze per articoli sulla nascita oltre ad averne scritto vari io stessa.

In questi anni ne ho viste molte, ho visto vari tentativi di disinformare le donne, le coppie, per ignoranza e a volte in malafede e nonostante questo sono scandalizzata del servizio andato in onda su RaiNews Basta la salute del 10 giugno in cui si affronta il tema del parto a casa a pochi giorni dalla giornata internazionale che lo festeggia, il 6 giugno di ogni anno.

Si comincia con il conduttore che parla di mortalità neonatale che nei parto a casa sarebbe molto alta (1,26 per mille) contrariamente ai parti in ospedale dove è 0,1% cioè “niente”. Esilarante! Forse pensano che le persone siano così ignoranti da non rendersi conto che si tratta della stessa cifra solo raccontata in due modi diversi?

Il neonatologo intervistato poi elenca con dovizia di particolari i possibili rischi del parto a casa ed esprime giudizi personali piuttosto che attenersi a fatti e numeri scientifici. Alcune chicche: “il parto a casa è una scelta filosofica e non scientifica” (a tal proposito basta leggere i dati che riporto più avanti), “il parto a casa nella nullipara (ovvero, donna che non ha mai partorito) aumenta di molto il rischio di morte neonatale e danni cerebrali” (falso!), “l’alternativa di non essere per nulla seguite va contrastata” (quindi avere due ostetriche esperte di fisiologia completamente a disposizione per tutta la durata del travaglio e parto come succede a casa equivale a niente?). E via dicendo.

Sarebbe informazione questa? Come è possibile che il nostro servizio pubblico mandi in onda servizi che contengono informazioni false e manipolate? Quella del luogo del parto è una scelta complessa, si tratta di un evento importante e centrale nella vita delle donne, delle coppie e dei nuovi nati che avrà ripercussioni estremamente importanti a breve, medio e lungo termine e, nonostante sia stata definita un diritto dalla Corte Europea di Strasburgo già nel 2010, è resa più difficile da varie disparità.

Di tipo economico, visto che partorire in ospedale è gratuito, mentre scegliere di farlo a domicilio o in casa maternità in quasi tutto il nostro Paese è completamente a carico dei genitori, tranne rari casi, in cui comunque è previsto un rimborso solo parziale. Di tipo culturale, visto che ancora oggi nel 2020 il parto a casa viene etichettato come un qualcosa di pericoloso sia per la madre che per il bambino nonostante non vi sia evidenza di ciò.

Ma quindi che cosa dicono i numeri? Cosa ci dice la scienza medica nel 2020? Già da molti anni esistono evidenze estremamente rassicuranti sulla sicurezza del parto a casa ma negli ultimi mesi abbiamo avuto delle conferme inconfutabili grazie a una grossa metanalisi. Per metanalisi si intende prendere in esame tutta una serie di studi e confrontarli tra loro per tirare fuori dei dati su grandi numeri di popolazione.

Questa è stata pubblicata ad aprile 2020 su The Lancet, prestigiosa rivista di sanità. Lo studio prende in esame gli esiti del parto programmato a casa o in ospedale in un campione eterogeneo e estremamente vasto di donne con gravidanza fisiologica (quasi un milione in tutto!) tra il 1990 e il 2018.

Le donne che avevano scelto il parto in casa hanno subito meno interventi: taglio cesareo -40%! Parti operativi (ventose, forcipi) -50%! Episiotomia -55%! Lacerazioni perineali profonde (3°/4°grado) -40%! Ossitocina sintetica durante il travaglio -60%! E meno complicazioni: Infezioni -75%! Emorragia post-partum -30%! Alla faccia di chi continua a dire alle donne che rischiano la vita se rimangono a casa per partorire!

E che dire di questi poveri neonati messi a rischio dalle scelte sconsiderate dei genitori che optano per un parto a domicilio? Già a settembre 2019 era stata pubblicata una prima parte di questa stessa metanalisi che prendeva in esame gli esiti neonatali. Quello che risulta è che, udite, udite, la mortalità e la morbilità per i neonati era assolutamente simile sia che la donna avesse programmato di partorire a casa o in ospedale.

Non sarebbe giusto che quando si parla di salute venissero divulgate informazioni vere, basate su numeri veri? Dal momento che i numeri confermano, senza ombra di dubbio, che per un bambino nascere a casa è sicuro e che partorire in ospedale significa incorrere in più interventi e complicazioni, perché si continua a parlare della fantomatica pericolosità del parto a casa e non della inadeguatezza del parto in ospedale?

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