Il 9 giugno le code avevano persino fatto saltare un consiglio regionale, così ora la Regione Liguria passa all’attacco. Nel pomeriggio la giunta guidata da Giovanni Toti firmerà un atto di messa in mora del ministero dei Trasporti per chiedere i danni provocati dai problemi della rete autostradale, interessata da numerosi cantieri. “È in corso un doloso piano scriteriato – ha detto parlando dei cantieri – per rimediare a decenni di inerzia in una sola mensilità alla fine del lockdown”. La regionalizzazione delle infrastrutture “è tema fondamentale. Il primo che revocherei è il Mit, questo governo, questo ministro e tutti i direttore generali, credo che sia la revoca più urgente”, è stato l’affondo del governatore di centrodestra.

La ministra dei Trasporti, Paola De Micheli ha chiesto a Toti “una moratoria” annunciando di aver convocato lunedì 15 al ministero la Regione, Autostrade, Anas ed Fs per “valutare ulteriori misure di mitigazione dell’impatto dei cantieri sulla viabilità”. Come previsto dal Mit, – si legge in una nota del ministero – l’apertura dei cantieri “per la doverosa manutenzione delle strade ha avuto un impatto sul traffico molto complicato”.

La Regione Liguria, si legge ancora, “aveva ritenuto il piano della mobilità alternativa sufficiente”. Alla luce dei disagi rilevati questa settimana, scrive sempre il Mit facendo riferimento ai 13 chilometri di coda lungo l’autostrada A10, tra Varazze e Genova Prà, e poiché la “responsabilità istituzionale” del Mit e della Regione “consiste nel garantire la sicurezza”, la ministra De Micheli “ritiene sia necessario uno sforzo maggiore da parte di tutti gli attori coinvolti nei processi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, e di quelli che possono garantire la mobilità alternativa”.

Per Toti, invece, il ministero “non ha ancora dato neppure una mezza risposta alle esigenze infrastrutturali della Liguria, dopo due anni di colpevoli e forse dolosi ritardi dal crollo” del ponte Morandi. “Non si possono recuperare decenni di colpevole inerzia e due anni di dolosa inerzia politica dal crollo del ponte paralizzando la Liguria – concludersi – Il Mit non sa assumersi la responsabilità e non sa costruire un piano ragionevole per la nostra Regione”. Il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha invece sottolineato che “quello delle infrastrutture è un problema grosso soprattutto per Genova” e si dice “estremamente preoccupato”. “La parola d’ordine è una sola: investire in infrastrutture”, ha detto aggiungendo che “abbiamo bisogno che il governo capisca che si deve investire a Genova e in Liguria e questi investimenti devono arrivare in fretta”.

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