Il mondo FQ

Istat, nel primo trimestre 260mila inattivi hanno smesso di cercare lavoro causa Covid

Il primo caso accertato di Covid in Italia risale al 21 febbraio, ma gli effetti del successivo lockdown sul mercato di lavoro già si riflettono sui dati Istat riguardanti i primi tre mesi dell'anno. Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentato di 290mila nel confronto anno su anno. Il numero di persone occupate è diminuito di 101mila unità (-0,4%) rispetto al trimestre precedente
Istat, nel primo trimestre 260mila inattivi hanno smesso di cercare lavoro causa Covid
Icona dei commenti Commenti

Sono circa 260mila le persone che nel primo trimestre dell’anno hanno smesso di cercare lavoro a causa dell’emergenza coronavirus. Il primo caso accertato di Covid in Italia risale al 21 febbraio, ma gli effetti del successivo lockdown sul mercato di lavoro già si riflettono sui dati Istat riguardanti i primi tre mesi dell’anno. Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentato di 290mila rispetto allo stesso trimestre 2019 (+2,2%): la maggior parte ha appunto indicato come motivo l’emergenza sanitaria. Anche il numero di persone occupate è diminuito di 101mila unità (-0,4%) rispetto al trimestre precedente. Un altro dato che, sottolinea l’Istat, a partire dall’ultima settimana di febbraio risente “delle forti perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria”. Senza dimenticare che i lavoratori in cassa integrazione rientrano tra gli occupati e che dal 18 marzo con il decreto Cura Italia il governo ha introdotto il divieto di licenziamento.

Da gennaio a marzo sono diminuiti gli inattivi che non cercano lavoro per motivi familiari e coloro che aspettano gli esiti di passate azioni di ricerca di un posto. L’aumento è legato principalmente al Covid e porta il totale degli inattivi a 13 milioni e 540mila. La conseguenza è anche una diminuzione del tasso di disoccupazione che nel primo trimestre scende al 9,4% (-1,7 punti rispetto al primo trimestre 2019): per il dodicesimo trimestre consecutivo, prosegue “a ritmi molto più sostenuti” la riduzione del numero di disoccupati che si attesta a 2 milioni 398mila (-467mila in un anno, -16,3%).

Contestualmente, il tasso di occupazione è pari al 58,8%, in diminuzione di 0,2 punti rispetto agli ultimi tre mesi del 2019. Da gennaio a marzo gli occupati calano dello 0,4% (-101mila unità) rispetto al trimestre precedente. Nel dettaglio, prosegue la tendenza che vede una crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+50mila, +0,3%) che però non basta a compensare la diminuzione di quelli a termine (-123mila, -4,1%) e quella, meno accentuata, degli indipendenti (-28mila, -0,5%). Nell’andamento tendenziale (il confronto anno su anno), rallenta la crescita del numero di occupati, +52 mila rispetto al primo trimestre 2019 (+0,2%).

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione