Nome, età e alcune parole per ricordare chi fossero mille delle quasi 100mila persone che sono morte per coronavirus negli Stati Uniti. È una prima pagina storica quella che il New York times, domenica 24 maggio, ha voluto dedicare alle vittime della pandemia: sei colonne di nomi, numeri e storie per rendere omaggio a chi non c’è più. “Mille persone rappresentano solo l’uno per cento del bilancio totale dei morti”, spiega il giornale in una breve introduzione sulla pagina interamente occupata dal testo. “Nessuno di loro era solo un numero su una lista. Erano persone come noi”. Il national editor Marc Lacey ha poi spiegato: “Volevo qualcosa che la gente potesse guardare tra 100 anni per capire la portata di ciò che stiamo vivendo”.

Decine i brevi necrologi presenti in pagina, mentre online è stata creata una pagina interattiva che permette di consultarli uno a uno.”Joe Diffie, 62 anni, Nashville, star della musica country vincitrice del Grammy” – recita uno di questi – e “Lila A. Fenwick, 87 anni, New York City, prima donna nera che si è laureata alla Harvard Law School”. Poi: “Ruth Skapinok, 85, Roseville, California, gli uccelli del cortile amavano mangiare dalla sua mano” e “Jordan Driver Haynes, 27, Cedro Rapids, Iowa, generoso giovane con un sorriso delizioso”.

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