Licenziata per essersi rifiutata di modificare dei dati riguardanti l’emergenza coronavirus in Florida. La scienziata Rebekah Jones responsabile del Dipartimento della salute della Florida ha accusato il governatore dello Stato Ron DeSantis di averla rimossa dall’incarico per aver protestato contro l’ordine di censura di alcune informazioni riguardanti il Covid-19: nello specifico per non aver voluto “modificare manualmente i dati per consentire la riapertura dello Stato”. Secondo un portavoce di DeSantis, che ha negato l’accusa, invece, la scienziata è stata licenziata “per comportamenti dirompenti e insubordinazione”.

La vicenda ha provocato la reazione di diversi scienziati, tra cui Jeremy Konyndyk, ricercatore del Center for Global Development, che ha guidato la lotta contro il virus Ebola in Africa occidentale durante l’amministrazione di Barack Obama. “Ciò solleva alcune domande riguardo i numeri bassi e incoraggianti registrati di recente in Florida”, ha detto lo scienziato. I democratici, invece, hanno subito puntato il dito, sottolineando che si tratta di una mossa politica.

L’accusa se vera “sarebbe scandalosa”, ha commentato Terrie Rizzo, presidente dei Democratici della Florida: “Questo tipo di azioni sono pericolose. È necessaria un’indagine indipendente. Nel frattempo, i funzionari di tutta la Florida dovrebbero monitorare attentamente la situazione per proteggere la salute pubblica”.

Il governatore repubblicano DeSantis si è difeso insistendo sul fatto che la Stato fosse sulla buona strada per la riaprire dopo la Fase 1. Lo stesso DeSantis, però, è già stato precedentemente accusato di aver nascosto informazioni relative ai decessi per coronavirus in Florida, che martedì hanno superato le 2mila persone, mentre i casi di contagio si sono avvicinati ai 50mila.

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