Dopo una giornata di tensioni tra esecutivo e Regioni, nella notte il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge quadro che traccia i confini della nuova fase di allentamento delle misure. Con questo decreto, ha commentato il presidente Conte, “entriamo a pieno regime nella Fase 2“. Ha retto quindi l’intesa raggiunta tra l’esecutivo e le Regioni, nonostante i dubbi sollevati da alcuni ministri nel corso della riunione. Conte ha parlato di “ottima collaborazione” con le Regioni che “hanno accettato di camminare insieme in questa nuova fase”.

Il decreto legge disegna perciò il quadro normativo nazionale in vigore dal 18 maggio al 31 luglio, all’interno quale Regioni e Comuni potranno stabilire le regole valide per il proprio territorio attraverso decreti o ordinanze, in modo da “disciplinare gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali”. Per i trasgressori – specifica una nota emessa da Palazzo Chigi dopo il Cdm – sono previste sanzioni da 400 a 3.000 euro, oltre allo stop delle attività da 5 a 30 giorni.

Dal 18 maggio: spostamenti liberi all’interno della Regione – A partire da lunedì 18 maggio, non ci saranno limitazioni per gli spostamenti all’interno del territorio regionale. Tranne, però, in quei territori dove un “particolare aggravamento della situazione epidemiologica” impone “misure di contenimento più restrittive”. Quindi, a patto di restare entro i confini regionali, non bisognerà più certificare il motivo dello spostamento. Rimane il divieto assoluto di lasciare casa per chi è sottoposto a obbligo di quarantena.

Dal 3 giugno: spostamenti su tutto il territorio nazionale – Nel testo si legge che “fino al 2 giugno 2020 sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova”. Restano le eccezioni già note: ci si può spostare per comprovate esigenze lavorative, per motivi di salute o casi di assoluta urgenza. Si può sempre fare ritorno al proprio domicilio, abitazione o residenza. Invece, a partire dal 3 giugno, si potrà tornare a circolare su tutto il territorio nazionale: gli spostamenti potranno essere limitati solo con provvedimenti limitate a specifiche aree ad alto rischio, cioé a nuovi eventuali focolai.

Sanzioni – In una nota emessa da Palazzo Chigi dopo il Cdm, si definiscono sanzioni da 400 a 3.000 euro per chi viola le regole. “Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”. Nei casi in cui la violazione sia commessa dall’attività di impresa è prevista la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

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