L’emergenza coronavirus stravolge anche il calendario dei saldi. Per la prima volta quest’anno gli sconti estivi inizieranno in una data unica per tutta Italia, il 1 agosto. La decisione è stata presa dalla Conferenza delle Regioni presieduta da Stefano Bonaccini, il governatore dell’Emilia Romagna, che ha stabilito di posticipare l’inizio dei saldi estivi (solitamente prendevano il via ai primi di luglio) su “sollecitazione degli assessori alle attività produttive” per “necessità derivanti dalla gestione dell’emergenza epidemiologica da coronavirus e dalle conseguenti misure”. Il presidente Bonaccini ha poi scritto a tutti i presidenti delle Regioni e delle Province autonome invitandoli a “dare seguito alla suddetta decisione, per una omogenea applicazione della stessa su tutto il territorio nazionale“.

D’altra parte stilisti e imprenditori sono tutti concordi sul fatto che ora più che mai bisogna preservare il valore del made in Italy e trovare una soluzione per affrontare dopo la riapertura il problema delle vendite nei negozi. E la decisione ha trovato l’accordo di Federazione moda Italia-Confcommercio: “Apprendiamo con soddisfazione la decisione della Conferenza delle Regioni di assecondare le nostre proposte, posticipando la data di avvio dei saldi nell’interesse della categoria e alla luce del nuovo scenario di mercato”, ha fatto sapere il presidente Renato Borghi, parlando di “una scelta responsabile, nell’interesse del mantenimento della data unica nazionale, che premia la volontà espressa a larga maggioranza dalle aziende rappresentate e i nostri sforzi atti a promuovere l’indirizzo più sentito”.

Su oltre 4 mila imprese di tutta Italia, sottolinea riferendosi ai risultati di una indagine, il 94% si era detto contrario alla data prevista del 4 luglio per l’avvio dei saldi estivi. La soluzione preferita dalla gran parte delle aziende è risultata la posticipazione (52%), seguita dalla sospensione dei saldi (29%). Solo l’8% ha chiesto di anticiparli. Il 6% voleva mantenere la data del primo sabato di luglio. C’è stato poi un 5% di aziende che ha preferito ‘dribblare’ la domanda, esprimendo considerazioni su altre problematiche della categoria come la concorrenza sleale del web e la necessità di una regolamentazione delle vendite online. “Gli imprenditori del settore confermano di voler l’inizio delle vendite in saldo all’effettiva fine stagione, tanto per i saldi estivi quanto per quelli invernali. Auspichiamo- conclude Borghi – di riaprire il prima possibile e che tutte le Regioni adottino quanto prima i provvedimenti in linea con l’indirizzo della Conferenza, sospendendo altresì il divieto delle vendite promozionali nel periodo antecedente i saldi. Alla ripartenza servono certezze anche su questo fronte per programmare un futuro già molto incerto” .

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