Alla porta è stato messo un lucchetto bello grosso, il riscaldamento spento già da settimane. La palestra di Ravenna, gestita da Bartolomeo Gordini, è chiusa come le altre in città e in tutto il Paese per l’emergenza coronavirus. Dentro a questo piccolo locale, dato a Gordini in concessione gratuita dal comune, rimangono le decine e decine di frasi attaccate alle pareti. In attesa di essere ripassate nuovamente dagli atleti. Sono citazioni di scrittori famosi, molto più spesso autografe del maestro. “Cose che mi vengono dal cuore, ma siccome poi ho paura di dimenticarle, le fisso al muro”.

Nella sua palestra non si paga alcuna iscrizione, tutti possono bussare al civico 88 di via Chiavica Romea e chiedere di allenarsi. “Questo è uno sport bello e difficile – racconta Gordini – che ha sempre pescato atleti nel disagio giovanile. Io vado gratis anche all’angolo dei professionisti. Il compenso mi toglie la bellezza della passione. I soldi sono quelli che servono per fare la spesa al supermercato”. Con Gordini all’angolo, Matteo Signani è diventato a 40 anni campione europeo dei pesi medi, sconfiggendo nell’ottobre scorso l’olandese Khatchikian. Inizialmente in programma il 21 marzo la difesa al titolo con il francese Maxime Beaussire è stata rinviata. Vista l’età non sarà semplice per Signani essere competitivo a questi livelli anche l’anno prossimo. “Matteo ha ottenuto questi risultati grazie alla sua passione. È un uomo di sani principi che non conosce la parola stanchezza”.

Gordini, andato in pensione come operaio, ha iniziato a fare il tecnico nel 1970, come aiutante di quello che era stato il suo allenatore quando boxava. Dal 1975 ha sempre gestito una sua palestra. Prima di Signani, ha avuto altri ottimi pugili come Alfredo Mulas, Alberto Servidei e Orlando Fiordigilio. Ma per Gordini la boxe non è fatta solo di successi e campioni. Di titoli nazionali e europei. “Io sono sempre stato accanto all’ultimo e al penultimo. Dalla mia palestra non ho mai mandato via nessuno. Io non chiudo la porta in faccia ad un ragazzo, perché non si sa mai su quali altre strade potrebbe indirizzarsi, magari più pericolose. Il maestro è una figura fondamentale per l’allievo, a volte va a sostituirne una che è mancata al giovane in passato. Nasce un rapporto straordinario, ci si guarda negli occhi e ci si legge nel cuore”.

Dalla sua storia Flavio Dell’Amore e Dario Torromeo hanno tratto un bel libro I Gordini, che uscirà a brevissimo per Absolutely Free (e-book invece già in vendita da settimane). “Io spero che il mondo, non solo quello del pugilato, torni più pulito dopo questa emergenza. Con i miei ragazzi ci sentiamo sempre, scrivo delle mail o mando loro dei video per incoraggiarli ad allenarsi in casa. Ad uno dei miei, che è molto bravo, ho fatto avere un sacco nella casa di recupero per tossicodipendenti in cui si trova ora. La boxe – conclude il maestro – dovrà ripartire in assoluta sicurezza, io trovo corretto che riprenda prima il calcio che è uno sport ricco e con molti più mezzi del nostro. Vediamo come si comporteranno loro e poi cominceremo di nuovo anche noi che siamo più poveri”.

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