I titolari di stabilimenti balneari non dovranno aspettare ancora a lungo. Nei prossimi giorni si lavorerà a un decreto che consenta la riapertura per le prime operazioni di pulizia e manutenzione. A ilfattoquotidiano.it la sottosegretaria del Mibact, Lorenza Bonaccorsi spiega che l’obiettivo è quello di dare la possibilità agli italiani di andare al mare “a patto che ci siano tutte le condizioni di sicurezza che la situazione richiede”. E visto che ogni anno sono milioni gli italiani che affollano le spiagge del nostro Paese “per far sì che la vacanza non peggiori una situazione già delicata, sarebbe opportuno scegliere anche mete più vicine alla propria residenza, magari uno dei borghi storici di cui l’Italia è ricca”. Anche perché è prevedibile che chi sceglierà una vacanza in riva al mare, dovrà viverla convivendo con regole molto stringenti.

IN ATTESA DEL DECRETO – “Già nei prossimi giorni – spiega la sottosegretaria – si lavorerà perché si arrivi in breve tempo a un atto con il quale dare il via libera agli stabilimenti balneari perché possano iniziare a prepararsi alla stagione estiva. Siamo consapevoli che il tempo stringe se si vuole iniziare a giugno. Già da domani saremo in contatto con ii ministero della Salute”. Perché l’atto in questione “dovrà essere un decreto del ministro Roberto Speranza, con il quale si darà un indirizzo alle Regioni”. A queste ultime, però, “resteranno le rispettive autonomie”. Potrà accadere, dunque, ciò che è successo con le librerie, ossia che in alcuni territori si allarghino o si stringano le maglie, anche in ragione della diffusione del contagio. “Poi bisognerà lavorare sulle regole – aggiunge la sottosegretaria Bonaccorsi – dall’utilizzo delle mascherine al distanziamento sociale, ma per quello è un po’ presto. Sarà un momento cruciale nel quale è necessario stare attenti ed evitare di fare passi indietro nella lotta al Covid19”.

IL TURISMO DI PROSSIMITÀ – Ma se da un lato si lavora affinché si riaprano gli stabilimenti, dall’altro l’obiettivo è quello di non ritrovarsi con folle di bagnanti sulla battigia che, però, nel nostro Paese è uno scenario piuttosto comune nei mesi estivi. Lorenza Bonaccorsi spiega che sono allo studio una serie di misure per consentire lo sviluppo di un turismo ‘di prossimità’, magari favorendo i borghi antichi piuttosto che i lidi super affollati. Facciamo un esempio concreto. Se vivo a Torino e ho la casa in Liguria non potrò raggiungerla? Se abito per lavoro a Milano e tutto l’anno ho sognato il mio trullo in Puglia, mi devo rassegnare rivederlo l’anno prossimo? Devo restare nella regione, o addirittura nella provincia, dove risiedo? “Assolutamente no – spiega a ilfattoquotidiano.it – chi ha una seconda casa in un’altra regione, magari perché originario di un territorio bagnato dal mare, in Campania, Sicilia, Puglia, Calabria solo per fare alcuni esempi, dovrebbe poterlo fare anche la prossima estate. Questo almeno è l’obiettivo, perché tutto dipende da come si evolverà la situazione”. È, però, impensabile che si possa andare in spiaggia e rimanere ‘attaccati’ all’ombrellone accanto. “Per questo ci saranno regole chiare – aggiunge l’esponente del governo – ed è la stessa ragione che ci spinge a suggerire di non recarsi tutti negli stessi luoghi”. Cosa si intende, dunque, per ‘vacanze di prossimità’? “Stiamo cercando di capire, attraverso alcuni rilevamenti, la propensione degli italiani a vivere vacanze in mete più vicine, anche perché molti cittadini devono fare i conti anche con la crisi economica, e a preferire mete meno affollate di turisti, come i piccoli borghi, di cui l’Italia è davvero molto ricca”. Si tratta del cosiddetto ‘turismo sostenibile’ che, tra l’altro, negli ultimi anni è al centro di un vero e proprio trend, anche da parte degli stranieri.

PENSANDO ALLA RIPRESA – A proposito di stranieri. In una ipotetica ‘fase 3’ da dove si ripartirà per cercare di riparare al danno creato dalla diffusione del virus nel nostro Paese? “Per me ad oggi non c’è una fase 3, una data precisa, anche se bisogna iniziare a pensare a un riposizionamento strategico per l’Italia. Non possiamo certo invitare oggi cittadini di altri Paesi a venire a vedere le nostre bellezze, anche perché si porrebbe il problema del trasporto aereo”. Ma neppure si può aspettare, il danno fin qui subìto è enorme e non ce lo consente. “C’è chi parla di un ammanco di 40 miliardi di euro, di chi 70 miliardi rispetto al 2019, perché il turismo è tante cose, dall’albergo alle guide ai ristoranti – spiega la sottosegretaria – per questo fin d’ora bisogna pensare a una comunicazione che punti su tutti i nostri punti di forza. Non solo il mare, ma anche la cultura, la gastronomia. Ed ecco che in questo contesto i borghi rientrato a pieno titolo”. Riusciremo a riportare il nostro turismo lì dov’era, nell’Olimpo? “Restiamo il Paese che i cittadini di tutto il mondo vogliono visitare più di tutti gli altri, perché i turisti che arrivano qui sono innamorati della nostra cultura, cucina e del nostro ‘vivere italiano’. Da qui dobbiamo ripartire. I tempi saranno probabilmente lunghi, anche perché bisognerà attendere che in tutto il mondo si riacquisti in senso di sicurezza non solo nel venire in Italia, ma proprio nel viaggiare”.

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