“Sono 40 giorni che non vedo il mio bambino, un mese che non ho più sue notizie. Il mio ex compagno lo ha portato in Turchia. Aiutatemi”. Ilaria Sassone ha 30 anni, vive a Novellara (Reggio Emilia) e da inizio febbraio sta cercando il figlio Leonardo di appena 4 anni. Il 27 gennaio il tribunale di Firenze ha deciso che il bimbo deve essere affidato alla madre, ma il padre ha rifiutato la sentenza e dal 3 febbraio ha fatto perdere le tracce sue e del bambino. “E’ dal 2017 che mi minaccia di farlo. Spingono le donne a denunciare le violenze e poi le ignorano“, racconta Ilaria a ilfattoquotidiano.it. “Con una facilità estrema è riuscito a portar fuori dal Paese un bambino di soli 3 anni con un documento di divieto di espatrio. Io con una difficoltà enorme e una grande richiesta di soldi devo fare una fatica immensa per portarlo a casa”. Ilaria, assistita dall’avvocata Giovanna Fava, ha denunciato l’ex compagno per sottrazione di minore e il sostituto procuratore di Reggio Emilia Valentina Salvi ha chiesto il fermo. Indaga l’interpol, ma al momento l’uomo risulta irreperibile. Per affrontare le spese legali che la mamma dovrà affrontare in Turchia è stata lanciata una raccolta fondi, sostenuta dall’associazione Nondasola di Reggio Emilia. Tra le prime ad aver aderito la sindaca di Novellara Elena Carletti che ha promesso il sostegno dell’amministrazione: “Non lasceremo Ilaria e il nostro piccolo concittadino da soli”, ha detto intervistata da Telereggio.

La prima denuncia per maltrattamenti risale all’estate 2017: Ilaria e l’ex compagno vivono a Reggello, in provincia di Firenze, dove si sono trasferiti per provare a far partire un Bed and breakfast. Ma le cose non funzionano e la donna chiede la separazione: “Mi minacciava continuamente”, racconta la madre. “La sua era una cantilena ricorrente, diceva: ‘Se non fai quello che ti dico e come dico io, porto Leonardo in Turchia e non lo riuscirai mai più a vedere’. Diceva: ‘Lo sai che in Turchia ci sono posti che non sono neppure sulla cartina geografica?”. Un giorno c’è una discussione più violenta della altre. “Abbiamo litigato perché aveva nascosto tutti i vestiti di Leonardo. Non voleva farci uscire. Io avevo il bambino in braccio e lui mi ha piantato un braccio alla gola e ha provato a prenderlo. Gli ha fatto sbattere la testa”. Sul posto arrivano i carabinieri allertati dai vicini che avevano visto gli strattonamenti e sentito i rumori dell’aggressione. “Era la seconda volta che intervenivano. Ho portato Leonardo al Pronto soccorso e la dottoressa si è raccomandate che ci mettessimo in protezione. Il giorno dopo ho denunciato per maltrattamenti il mio ex compagno e sono tornata con il bambino nel mio paese in provincia di Reggio Emilia”. L’uomo intanto la denuncia per sottrazione di minore, ma l’atto sarà archiviato poco dopo. Ma anche la segnalazione delle violenze non viene presa in carico, come spiega l’avvocata Fava: “La denuncia per maltrattamenti non avrà alcun seguito. Eppure era accompagnata da una relazione del maresciallo dei carabinieri di Reggello che segnalava l’aggressività dell’uomo. Si parlava già di minacce, violenza economica e di un coltello che l’uomo teneva in camera”. Ilaria denuncia, ma non succede niente.

La prima udienza in tribunale per l’affidamento arriva solo nel 2018, oltre un anno dopo le denunce, e il primo decreto provvisorio affida il bambino alla mamma. Viene quindi nominato un consulente tecnico che deve fare una valutazione del caso. “Entrambi”, continua l’avvocata Fava, “erano in patrocinio a spese dello Stato e inizialmente non si trovava chi fosse disposto a esaminare la pratica. Il consulente individuato, dopo tre incontri decide che ‘al di là delle motivazioni che hanno spinto la mamma a tornare a casa’ ha sbagliato perché ha allontanato il bambino dal papà. Quindi impone a Ilaria il rientro a Firenze e stabilisce che Leonardo stia metà tempo con la mamma e metà con il papà”. E quando viene osservato che non è stata tenuta in considerazione la denuncia per maltrattamenti, “risponde che non è suo compito occuparsi delle violenze”. Subito dopo però, il tribunale decide di incaricare i servizi sociali per verificare la situazione del padre. “E’ un errore, andava fatto prima di decidere sulla base del concetto della bigenitorialità. Le assistenti sociali scoprono che il bambino a casa del padre vive in una condizione di isolamento e che, tra le altre cose, è costretto a parlare turco”. Non appena depositata la relazione, l’avvocata Fava presenta un’istanza al tribunale: “Era grave, bisognava intervenire al più presto. Ma ancora una volta il tribunale di Firenze ci mette molto tempo”. E’ fine novembre quando i servizi sociali dicono che Leonardo non è ben tutelato a casa del padre, i giudici si esprimono solo il 27 gennaio. “La comunicazione ci è arrivata via posta certificata solo il 6 febbraio. Nel frattempo il padre, il 3 febbraio, si è imbarcato da Brindisi per la Grecia insieme al figlio e poi si è spostato in Turchia”. Le autorità al momento non sono state in grado di localizzare l’uomo: “La situazione è molto complessa perché ora serve organizzare la difesa sul fronte turco”, conclude Fava. “Si è arrivati a questo punto perché nelle valutazioni si è data precedenza a questa idea che ‘i genitori sono uguali per il bambino’ e al principio che io trovo allucinante di concedere tempo paritario con i figli alle mamme e ai papà separati”. E, nella consulenza tecnica, “non a caso si citava Giovan Battista Camerini, ispiratore del ddl Pillon”. Ovvero il controverso disegno di legge per l’affido convidiso, accantonato dal Parlamento dopo le numerose contestazioni. “Non sono state prese in considerazione le relazioni delle assistenti sociali, la denuncia di maltrattamenti con la relazione dei carabinieri. E soprattutto non è stato messo al centro l’interesse del bambino”, conclude.

La ricerca, nel pieno dell’emergenza coronavirus, è molto difficoltosa. E soprattutto per far partire le pratiche in Turchia sono necessari molti soldi. Anche per questo è stata lanciata la raccolta fondi “Leonardo nel cuore” per aiutare Ilaria Sassone (CODICE IBAN IT39X0103012802000010006303). “Il tempo è prezioso e ogni forma d’aiuto è d’oro”, è l’appello di Ilaria. “Non so dove si trovino, non so come sta. Ho un sogno: poter festeggiare i 4 anni di Leonardo il prossimo 26 aprile insieme a lui, in Italia. Ma non credo succederà”.

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