Mentre i ricercatori sono al lavoro per cercare una cura efficace contro il nuovo coronavirus, è stato dimesso dall’ospedale di Wuhan il primo dei pazienti con Covid-19 trattati con una terapia a base di ‘plasma di convalescenza’, ottenuta dal sangue dei soggetti guariti dall’infezione. Si tratta di un approccio già adottato per Ebola: l’obiettivo è quello di sfruttare i preziosi anticorpi presenti nel sangue di chi ha già combattuto e vinto la malattia, per favorire il recupero di altri malati.

La prima dose di plasma da un paziente guarito dal Covid-19 è stata raccolta il 1 febbraio e il primo paziente, gravemente malato, ha ricevuto il trattamento in un ospedale nel distretto di Jiangxia, a Wuhan, il 9 febbraio, come ha spiegato Sun Yanrong, funzionario del ministero della Scienza e della Tecnologia. Un altro paziente, secondo quanto reso noto dalle autorità cinesi, è riuscito a camminare e gli altri si stanno riprendendo. Altri 10 ricoverati riceveranno la terapia a base di plasma di convalescenza questa settimana, ha aggiunto Sun, invitando i pazienti guariti a donare il proprio plasma.


La terapia mira a utilizzare gli anticorpi presenti nel plasma di convalescenza per ridurre al minimo la presenza del virus nei pazienti, ha detto l’esperto. La donazione di plasma provoca pochi danni al donatore, ha sottolineato Wang Guiqiang, direttore del dipartimento di Malattie infettive del Primo Ospedale dell’Università di Pechino. I donatori devono essere pazienti guariti che rispettano tutti gli standard per essere dimessi dall’ospedale. Verrà raccolto solo il plasma mentre globuli rossi, globuli bianchi e piastrine verranno ri-trasfusi nel corpo del donatore, ha osservato Wang. Una o due settimane dopo aver prelevato da 200 a 300 millilitri di plasma da un donatore, la sua condizione plasmatica tornerà allo stato originale, ha aggiunto Wang.

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